di Alberto Massignan (foto lasberla.net)

In quest’inchiesta parlano sei personalità di Arzignano. Rispondono tutte alle stesse 5 domande
1- Arzignano è quella che ne è uscita da “Presa Diretta” trasmessa da Rai3?
2- E’ possibile che nessuno, amministrazioni, forze dell’ordine, cittadini, si fosse reso conto di cosa stesse succedendo?
3- La figura di Andrea Ghiotto come ne esce da questa faccenda? Può diventare un mito? Un esempio?
4- E’ Ghiotto il “lupo cattivo” o è solo uno dei tanti di una certa Arzignano che esiste?
5- In che grado si sente coinvolto, personalmente, in tutta questa situazione?
Guerrino Mazzocco
1- No, non penso che Arzignano sia quella emersa dalle trasmissioni tv. In questa inchiesta sono stati colpiti, direttamente o indirettamente, circa 70.000 abitanti, e se ci sono 20 delinquenti credo che la percentuale sia del tutto normale. Per me però si stanno incolpando troppo i privati e tralasciando chi invece doveva controllare, ovvero le istituzioni pubbliche.
2- Il cittadino medio secondo me non se ne rendeva conto, altrimenti lo scandalo sarebbe venuto alla luce prima. Se lo avessero saputo davvero tutti, possibile che i media non avessero mai denunciato la situazione?
3- Mi riserbo dal dare giudizi personali sulle persone.
4- Da dove è cominciato, come è partito e quanti sono stati coinvolti, farà fatica a scoprirlo la finanza con le sue inchieste … Perciò non posso certo saperlo io.
5- Non mi sento assolutamente coinvolto; tra l’altro, nessun socio dell’associazione artigiani è stato coinvolto in queste faccende. Avrei potuto far qualcosa solo se l’avessi saputo; era solo una di quelle chiacchiere che girano. Ne girano ancora di grosse, molte delle quali chiaramente false; se dovessi credere a tutto quello che si sente al bar….
Stefano Fracasso
1-No, ovviamente. Ci mostra uno dei volti di Arzignano che, dalle cronache locali, da qualche tempo noi conoscevamo già. Ci piacerebbe non aver mai visto questa faccia della città, ma purtroppo esiste.
2-Non è vero che nessuno si sia accorto e non abbia fatto niente. In tempi non sospetti, ad inizio 2009, come amministrazione abbiamo segnalato alcune condizioni anomale di mercato all’Agenzia delle Entrate. Abbiamo effettuato un incontro a porte chiuse con un loro rappresentante, era presente il mondo della concia e la finanza: è stato reso noto che da alcune verifiche emergevano illegalità fiscali. Se prima c’erano ufficialità colluse, si poteva fare poco o niente.
3-Penso che il personaggio di Andrea Ghiotto abbia altri precedenti nel panorama politico. E’ una figura che vuole stare sopra le righe, indifferente al pericolo e alle conseguenze legali. Ghiotto rappresenta una parte della nostra società veneta, quella che ha sentimenti repulsivi verso lo Stato, e il suo “personaggio”sicuramente affascina altre persone che la pensano come lui. Nelle sue parole ho letto: lo Stato è un mio avversario.
4-Non bisogna assolutamente fare di Ghiotto un mostro, altrimenti sembra che una volta “ingabbiato lui”, tutto il resto sia pulito. Qualcuno potrebbe pure strumentalizzare la sua immagine per insabbiare il resto.
5-Ognuno fa la sua parte: io ero Sindaco e facevo il Sindaco, l’imprenditore avrebbe dovuto fare l’imprenditore corretto, la Guardia di Finanza avrebbe dovuto controllare la legalità. Non mi sono piaciuti i recenti giochini da scarica barile da parte di qualcuno, inutili per la ricostruzione dell’immagine di Arzignano, un’immagine che è andata veramente distrutta. Prima eravamo la città dell’inquinamento, e col tempo siamo cambiati; poi eravamo la città degli stranieri, e abbiamo dimostrato che non siamo il Far West; ora bisognerà lavorare davvero tanto per cancellare l’immagine di città degli evasori.
Massimo Signorin
1-Assolutamente no. Hanno voluto chiaramente far passare Arzignano come patria dell’evasione. Tra l’altro contraddicendosi, dato che hanno riportato dei dati chiari: se nella città del Grifo si produce l’1% del Pil totale, e l’evasione è stata pari all’1% di quella totale italiana, vuol dire che siamo nella media. Non è certo motivo di vanto, ma non vuol dire certamente che siamo peggio di tutti gli altri.
2-Se ne accorgeva più di qualcuno: alcune concerie vendevano a prezzi troppo bassi, si poteva capire che qualcosa non andava. Ma cosa si poteva far di più? Dove andare a denunciare? A persone colluse e coinvolte? Non c’era la sicurezza necessaria. Tanta gente sa ancora qualcosa ma non dice, perché ha paura di essere massacrata, di non venir protetta.
3-Penso che Ghiotto abbia fatto una gran figura di m****. Credo inoltre che i suoi passaggi in tv sarebbero stati da censurare, soprattutto per bambini e ragazzi, che potrebbero prenderlo come esempio. Chi lo spiega al proprio figlio che la vita di Arzignano non è evasione, illegalità e belle donne? Penso che la Rai abbia tagliato e incollato pezzi di intervista davvero diseducativi e vergognosi.
4-Non è lui il male assoluto, ce n’è più di qualcuno…
5-Riguardo la mia intervista trasmessa in tv, posso dire che son stati mandati in onda solo piccoli frammenti ben incollati, con lo scopo primario di gettare fango sulla Lega Nord. Per questo abbiamo ripreso a nostra volta interamente l’intervista, sapevamo dove volevano andare a parare; ho passato un pomeriggio tra la gente del paese e so che in molti mi hanno compreso, giudicando il programma vergognoso.
Gianfranco Signorin
1-Purtroppo sì, perché rispecchia un sistema imprenditoriale corrotto che esiste al 90%. Dico questa percentuale perché sono stupito che nessuna categoria economica si schieri a favore degli onesti: mi vien da pensare davvero male, ovvero che gli onesti siano in pochi. E’ un silenzio grave.
2-Come ex-Sindaco posso dire che il Comune non è né i Carabinieri, né la Guardia di Finanza, tantomeno l’ufficio delle Entrate. Anzi, per questi ultimi due organi abbiamo fatto molto negli anni, dando sempre più strumenti per far svolgere al meglio il loro lavoro. Ma come indagini il Comune non può fare assolutamente nulla.
3-Pensavamo tutti fosse un m***, invece era furbo e cattivo.
4-Non è certo il prototipo del cittadino arzignanese. Ghiotto è frutto di una cultura dell’avere, dell’apparire, delle belle auto, dei “schei”. E’ la punta di un iceberg culturale dove i valori morali hanno ceduto il passo a quelli materiali. Dobbiamo preoccuparci perché può diventare un mito da emulare di una società malata.
5-Da amministratore ho sempre cercato di dare vita ad opere pubbliche che dessero cultura e aggregazione, con lo scopo di far vivere bene il cittadino e di creare una città sana. Forse si poteva far di più, perché questi campanelli dimostrano che “l’avere” ha umiliato “l’essere” e l’essere onesti. Penso sia un orrore avere le carceri piene di stranieri che hanno rubato 200 euro, e vedere chi ha rubato milioni di euro girare liberi per la piazza coi macchinoni. Parlo di rei confessi, e magari di chi ha pagato 200 o 300 mila euro per non pagarne 6 o 7 milioni, investendone parte in opere di bene, ospedali, scuole, altre donazioni, per farsi notare positivamente. Bisognerebbe far tirar via il loro nome da alcune targhe commemorative e scrivere “Bene della collettività di Arzignano”, oppure “Bene d’Italia”, perché quelli sono tutti soldi nostri, sottratti illegalmente.
Susanna Magnabosco
1- Solo in parte. C’è stato il fenomeno dell’evasione e della truffa, i personaggi citati esistono. Però Arzignano è fatta da una maggioranza che non viene resa nota, quella maggioranza che lavora e rispetta le regole.
2- Si sussurrava che certe azioni illegali esistessero, voci che circolavano con insistenza poco prima che partissero le prime denunce; ma non si pensava il sistema fosse così esteso, in grado di coinvolgere alcuni dipendenti della Guardia di Finanza, dell’Agenzia delle Entrate e alcuni professionisti. Purtroppo, come accade non solo da noi ma in tutta Italia, ognuno pensa a sè e si disinteressa di tutto il resto.
3- C’è il rischio che diventi un mito, e perciò il suo comportamento va condannato in maniera unita e compatta da tutta la società. Sono un po’ preoccupata per i nostri giovani. L’evasione è un furto: Ghiotto non avrà ucciso nessuno, ma ha sottratto soldi che servono per le nostre strade, per gli asili, per la sanità.
4- Lui è solo la punta dell’iceberg di una parte della società che esiste ed è stata dimostrata. Da solo non avrebbe fatto niente. Purtroppo è un problema non solo di Arzignano, ma di tutto il Paese, qui ci sono state le denunce, qui ci sono state le condanne, qui la gente si è indignata, non ovunque accade questo.
5- In un certo grado siamo tutti colpevoli per aver lasciato terreno fertile a queste persone. Ognuno nel suo ambito può dire di no ai comportamenti illegali. Adesso è ora di ripartire dall’etica, di far emergere l’Arzignano che lavora correttamente. Credo che questi fatti abbiano fatto riflettere tutti, anche chi non ne è stato direttamente coinvolto
Giorgio Gentilin
1-Certamente no. E’ piuttosto quella che gli autori della trasmissione hanno voluto dare con una scelta spesso arbitraria di immagini e di parole. Quella vista è una parte minoritaria di Arzignano nella quale non si riconosce la stragrande maggioranza dei cittadini e degli imprenditori per bene.
2-C’era forse il sentore che anche dalle nostre parti qualcuno stesse facendo il furbo, procurando problemi e difficoltà agli altri. Qui è la società nel suo insieme ad avere fallito: come famiglia, come scuola, come politica, non sì è stati in grado di proporre modelli culturali positivi.
3-È la figura, appunto, di un modello sbagliato. Se rischia di diventare un modello di riferimento (un antieroe sprezzante delle leggi, della morale, della giustizia e per il quale soldi, auto e donne ben valgono l’azione del delinquere e il rischio del carcere senza orizzonti ideali di alcun genere) sarà difficile estirparlo. Ma è nostro dovere farlo.
4- Come individuo singolo, non è lui ad essere il male assoluto. Sono le sue azioni e il sistema di cui è diventato il simbolo ad essere il cancro da estirpare: la peggior cosa è che possa atteggiarsi in TV da eroe, quando in realtà ha frodato pesantemente tutti noi e lo Stato. Per questo, in un Paese maturo sarebbe dietro alle sbarre.
5-A livello personale mi è ancora difficile realizzare appieno quanto è successo; sarò forse un ingenuo ma l’accadimento di una cosa simile oltrepassa ogni immaginazione. Mentre accadeva tutto questo ero impegnato come medico su altri fronti, lontano dalle leve del potere. Come politico credo che la società intera debba sentirsi coinvolta e ripensare all’azione formativa specie dei nostri giovani. Come Sindaco mi trovo impegnato a rappresentare la nostra città in un momento difficile, in cui la tensione è palpabile, in cui sento il dovere di gridare forte che Arzignano non è quella banda di malfattori che frodano la collettività, ma una città dove albergano la fatica e il sudore della stragrande maggioranza di uomini e donne onesti.