Feeds:
Articoli
Commenti

Di Alberto Massignan

 

L’ultima arrivata è la casa del regno dei Testimoni di Geova. In via Santo ora, contando il tempio buddista, quello induista e quello musulmano, sono quattro i centri di culto religioso diverso da quello cattolico: Villaggio Giardino dunque, è un quartiere che rappresenta bene la società multiculturale di Arzignano. La tradizione cristiana però, qui si erge ancora saldamente, ed una folta massa di persone partecipa alle funzioni domenicali tenute nella chiesa di San Giovanni Battista. “L’integrazione tra i ragazzi delle nuove generazioni sarà importante per Arzignano, ma secondo me è giusto che i figli degli immigrati mantengano la loro religione, che se vissuta seriamente diventa fonte di ricchezza.”

 

Continua a leggere

di Alberto Massignan

Dopo la mia segnalazione di sette mesi fa, Veneto Strade ha finalmente ritoccato il braccio della tangenziale castellana che porta alla zona industriale di Montecchio. Il fondo stradale infatti, si era deformato pericolosamente dopo neanche un anno dalla consegna dell’opera. Da un mese si aspetta ora la segnaletica orizzontale, arrivata inspiegabilmente solo per la banchina di destra.

 

Di Alberto Massignan

“Da anni dobbiamo sopportare la presenza della cava, del depuratore, della discarica, del canile e del cimitero. Abbiamo scampato per poco la costruzione della centrale, ma a breve aprirà una fonderia. In cambio chiediamo solo di avere la passerella, e invece ci non costruite nemmeno quest’opera”. Così ha detto un residente al termine dell’incontro tra giunta comunale e cittadini di Costo di Arzignano, avvenuto giovedì scorso nella scuola dell’infanzia di via Scamozzi. Tra le richieste e le segnalazioni sollevate all’amministrazione, molti abitanti dei quartieri est di Arzignano sono rimasti delusi dal mancato inserimento, nel piano delle opere pubbliche triennali, della costruzione di una passerella che colleghi la parte vecchia di Costo a quella nuova. “Neanche dieci giorni fa, un camion che percorreva la provinciale ha perso il carico, che è finito tutto sul marciapiede.”

Continua a leggere

Di Alberto Massignan

La casa natale del poeta Giacomo Zanella è in vendita. In paese si sta chiacchierando molto sul futuro passaggio di proprietà dell’edificio dove nacque uno tra i più illustri poeti dell’ottocento: per l’acquisto si sono fatti sotto anche alcuni Sir d’oltremanica, dove lo Zanella è molto apprezzato e viene studiato nelle università di lettere di Londra. Riguardo la cessione dell’immobile, la proprietaria Arianna Fracasso esclude innanzitutto di accettare una proposta pervenuta nei mesi scorsi:“Alle imprese di costruzioni, che volevano comprare la struttura per demolirla interamente e fabbricare una dozzina di appartamenti, abbiamo risposto subito in maniera negativa. Non è nostra intenzione cancellare la storia di luogo così artisticamente rilevante”. La famiglia Fracasso aveva acquistato la casa più di due secoli fa: ora, le necessità di vita degli eredi sono lontane dalla realtà di Chiampo. “La casa è inutilizzata da tempo ed il suo mantenimento diventa un costo spropositato, sono quasi duemila metri quadri”. Continua la proprietaria.

 

Continua a leggere

Di Alberto Massignan

FOTO MASSIGNAN - incontro alla cittadinanza della giunta di Arzignano alla scuola primaria di San Zeno [1600x1200]

Diminuire la velocità nei quartieri e abbattere il traffico che isola San Zeno dal resto della città nelle ore di punta. Sono le principali questioni che i residenti del quartiere hanno esposto alla Giunta Comunale venerdì sera, riunitasi nella Scuola Primaria di via San Zeno per presentare il proprio programma amministrativo ed ascoltare i problemi della cittadinanza. “Partiranno a breve numerosi interventi di asfaltatura, sistemazione e illuminazione”. Ha detto l’Assessore Massimo Signorin, in riferimento ai lavori che riguarderanno per intero via Ascari e parzialmente via Borgo Vallaro, via Marchetti, via Tevere, via San Zeno e via Zini. “Sarà inoltre realizzata la bretella che collegherà la zona industriale di Chiampo a San Zeno: verranno costruiti un nuovo ponte ed una rotatoria, che consentiranno di snellire il traffico che coinvolge l’intera zona”.

Continua a leggere

di Alberto Massignan

Organizzazione, concentrazione, sofferenza. Sono tre degli attributi fondamentali del DNA Montecchio San Pietro, che, dopo la buona salvezza della passata stagione, ha iniziato molto bene il suo secondo anno in prima categoria. Il cambio d’interpreti obbligato da partenze ed infortuni, non sembra nuocere al collettivo allenato da Walter Sdyeler, alla terza stagione sulla panchina neroverde.

 

Continua a leggere

Di Alberto Massignan

Controllare la presenza del crocifisso in ogni aula scolastica di Arzignano. L’ordine è stato effettuato direttamente dal Sindaco Giorgio Gentilin, che giovedì sera si è soffermato su questo tema d’attualità, e dopo aver espresso il suo pensiero di fronte alla cittadinanza di San Zeno, ha riscosso ampi consensi tra i presenti. “La nostra identità e la nostra cultura hanno radici cristiane e cattoliche. La decisione della Corte Europea giunta in questi giorni, mi ha suggerito alcune riflessioni: come Giunta e come Amministrazione, dobbiamo prendere una posizione.” Ha detto il Sindaco circa la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo, la quale ha stabilito che la presenza del simbolo religioso nelle aule costituisce «una violazione del diritto dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni». “Il primo passo sarà quello di valutare accuratamente la situazione. – ha fatto sapere il Sindaco ieri – Ho affidato l’incarico ai Dirigenti Scolastici di tutte le scuole della città, che avranno il compito di ispezionare le classi e segnalare la presenza o meno del crocifisso in ogni aula. Una volta raccolti tutti i dati, mi consulterò con la Giunta e prenderò una decisione”. A riguardo, il primo cittadino di Arzignano non si nasconde, le sue idee sembrano già delineate. “La società in cui viviamo è caratterizzata dalla religione cristiana e a molti dei suoi valori ci ispiriamo: i miei presupposti sono questi.”

di Alberto Massignan
IMG_0007

L’occasione della vita le sta capitando… tra i piedi. Aurora Asmussen, calciatrice arzignanese di vent’anni, è entrata a far parte della rosa della primavera del Bardolino Calcio Femminile, società campione d’Italia in carica. Il suo cognome non nasconde l’origine straniera: l’Olanda è un’altra patria, oltre all’Italia, caratterizzata da profonde radici calcistiche. In passato, il padre, il nonno, e qualche cugino “orange” di Aurora hanno giocato in club professionistici olandesi, trasferendole una forte passione per lo sport e probabilmente una genetica predisposta al pallone. Schierata in attacco o sulla fascia, la ventenne possiede ottime doti di assist-woman e vanta pure una decina di gol all’attivo ogni anno; sarà questa la sua stagione decisiva, in cui giocherà le proprie chance di approdare al mondo del professionismo. In riva al lago sarà allenata dall’esperta Antonella Formisano, con cui lavorerà per fare il grande salto della propria carriera.
Continua a leggere

di Alberto Massignan

Volti nuovi a Montecchio? Si e no. Perché è vero che al Cosaro di facce sconosciute se ne vedono tantissime, ma, con l’eccezione di Gajcanin e Dissegna, i “nuovi” sono tutti prodotti del rinomato vivaio castellano. La vecchia ossatura dei biancorossi infatti, è crollata in un’estate ricca di polemiche: gli addii di Noro, Gallo, Roverato, Ferrari e Vallarsa hanno fatto colare a picco il tasso tecnico e d’esperienza del Montecchio. Romano Aleardi, senza guardarsi troppo indietro, ha colto la palla al balzo: riducendo il budget societario del 70%, ha consegnato al nuovo mister, Giovanni Carli, una rosa talentuosa quanto giovanissima, rompendo gli indugi degli anni passati e puntando ad una linea verde senza compromessi.
Continua a leggere

di Alberto Massignan

IMG_0377festeggiamenti

Ancora una volta, nel solito film di 180 minuti, le scene si ripetono. Ecco arrivare il gioco, poi i gol, infine la salvezza e lacrime di gioia. Ottima anche quest’anno la pellicola proposta dal “regista” Romano Aleardi: il genere è sempre lo stesso, thriller play-out di fine campionato. Quando il protagonista sembra spacciato, ecco che arriva il miracolo, e per l’undicesima volta di fila i biancorossi restano in serie D. L’anno scorso era stato il Sandonà a farne le spese, tre anni prima il Vallagarina, stavolta la discesa in eccellenza è toccata al Trento. 1-1 al Cosaro e poi vittoria decisiva per 3-1 colta nel “nido” degli aquilotti. E pensare che per gli uomini di Venturini, a 100 minuti dal termine della regular season, sarebbe stata retrocessione diretta; poi un gol di Roverato in casa del Tamai ha permesso il sorpasso al Sandonà, e vincendo l’ultima partita proprio contro il Trento i biancorossi hanno ottenuto l’ultima piazza playout.

IMG_0515romanoaleardi

Presidente, ha dormito la notte prima della trasferta decisiva?
In maniera tranquilla. Anche durante la giornata e la partita mi sentivo a mio agio, i precedenti mi rassicuravano, il Trento non ci batte mai ed è andata così. Non avevamo niente da perdere, mentre da parte loro ho visto tanta tensione, in campo avevano almeno otto professionisti che sotto il piano mentale, a fronte della prestazione dei nostri ragazzi, hanno visibilmente ceduto.
Continua a leggere

wavepark_15

Massimo Consolaro, Enrico Carradore, Matteo Zanconato e Christian Negro sono i Wave Park, band arzignanese che ha deciso di trasferirsi in Inghilterra per sfondare nel mondo della musica indie rock. Hanno 25 anni, gli ultimi 8 dei quali scanditi dalle prove in saletta, dai concerti e dalle registrazioni, fino alla realizzazione del loro primo album, completato pochi mesi fa. Le loro canzoni (si possono ascoltare su www.myspace.com/wavepark) sono attuali, dirette e potenti, allo stesso tempo suonano fresche, radiofoniche e molto curate sotto l’aspetto dei suoni. I testi, naturalmente, vengono composti in inglese. E’ stata proprio la loro attitudine british a spingerli nel lasciare la città del Grifo per spostarsi a Londra. Una scelta singolare ma decisa: il loro album si chiama Leaving all behind, e i quattro si sono presi davvero sul serio. Hanno lasciato la vecchia vita alle spalle,ora si giocano le loro chance di successo nel mondo della musica, direttamente dalla capitale mondiale del rock.

Continua a leggere

Con dieci sconfitte al giro di boa, il Montecchio quest’anno ha perso l’esatta metà delle gare disputate. I biancorossi nel 2009 avevano rivisto la luce, dopo un importante pareggio a Trento e la sfolgorante vittoria per 3-0 contro il Tamai. Invece in 15 giorni si sono fatti seppellire dai sette gol delle veronesi Somma e Virtus, riaffiorando in zona play-out solo dopo i 3 punti strappati al Pordenone dell’ex Posocco. La situazione è critica, ma ora di squadre dietro ce ne sono più di due.

Continua a leggere

La primavera arriverà presto, lui è pronto a bramire ancora più forte. L’anno in corso potrebbe davvero essere quello di Pierangelo Orso, 43enne montecchiano che nel 2008 si è classificato terzo assoluto nel Campionato Italiano di Moto d’Acqua Endurance 4 tempi. Il fiore all’occhiello della sua splendida stagione è stata la vittoria del 66esimo Raid Pavia Venezia, tenutosi ad ottobre, una pazzesca corsa di 400 chilometri condotta percorrendo il Po da ovest verso est. Per l’acquabike questa competizione rappresenta il trofeo più prestigioso a livello internazionale, ed il pilota castellano si è classificato primo tra le moto d’acqua, secondo assoluto. Su youtube c’è un video della sua intervista dopo la vittoria e pure qualche bel filmato della giornata. “Una gara perfetta ed una vittoria esaltante”. Commenta Pierangelo.

Continua a leggere

Di Alberto Massignan

Tumiotto arriva nella città del Grifo una fredda mattina di fine dicembre. Scende dal SUV nero proprio di fronte alla piscina di Arzignano, dov’è chiamato a far da testimonial all’inaugurazione ufficiale dell’impianto. Poggia i piedi a terra e due ragazze gli sbarrano la strada: l’hanno riconosciuto al casello di Montecchio e inseguito in macchina fino a lì…

Continua a leggere

Di Alberto Massignan

n718026042_2415388_7165

1.100 euro per la vendita di un’Opel Kadett dell’89. E’ finalmente arrivata la simbolica coronazione dell’impresa compiuta da Giuseppe Criaco, montecchiano di 23 anni e primo italiano a partecipare, con successo, al Plymouth-Banjul challenge, la Parigi-Dakar alternativa. “Ci sono stati momenti in cui ho pensato di non poter più andare avanti e di essere costretto ad abbandonare la corsa”. Racconta Giuseppe “Ma non ho mollato. Essere arrivato in fondo ad una competizione così dura è motivo di grande orgoglio, però sono davvero felice solo ora che la macchina ha trovato un nuovo padrone e quella cifra potrà essere evoluta in beneficienza”.Dopo 21 giorni di rally, attraversando Marocco, Sahara Occidentale, Mauritania e Senegal, il Jamu Wachu Team di Beppe – composto anche dagli spagnoli Fran Rosa Calero e Didac González Sánchez – ce l’ha fatta. I tre sono riusciti a condurre il loro macinino da 200 euro dal confine spagnolo fino in Gambia, lasciandosi alle spalle il deserto e i mille imprevisti trovati sui 5.800 chilometri percorsi tra dune e sole cocente: le strade impraticabili, la sabbia bagnata che voleva inghiottire la loro vettura, gli “avvelenatori” di auto pronti a rubare il loro mezzo, gli 800 chilometri macinati in più del previsto per colpa del difficile orientamento. Gli ultimi sei giorni di viaggio l’alternatore del Kadett non caricava più la batteria, costringendo i tre a scambiarla più volte al giorno con quella di altri veicoli impegnati nella corsa. A più di una settimana dal loro trionfale arrivo a Banjul, la capitale del Gambia, la loro auto è stata battuta al migliore offerente . “La nostra Opel era rimasta invenduta durante l’asta generale, quando tra le altre auto arrivate a destinazione, non ha voluto saperne di accendersi. Dopo una piccola riparazione è giunta la notizia della vendita, e ora possiamo dirlo, la nostra impresa è veramente completa”.

Di Alberto Massignan

Toldo, Helveg, Montero,Vierchowod, Tassotti, Gattuso, Berti, Giovinco, Del Piero, Vialli, Bierhoff. Azzardare una formazione scegliendo tra i suoi tanti assistiti, vecchi e nuovi, non è certo facile. Laureato in Giurisprudenza, opinionista sportivo, appassionato di musica e di vini, Claudio Pasqualin è il re dei procuratori italiani.


Ci parla del contratto del millennio? Nel 1999 feci rinnovare ad Alex il contratto con la Juventus. Dieci miliardi di lire per cinque anni. Alla vecchia Signora l’affare costò 100 miliardi. Pensi che Moggi mi aveva proposto un ingaggio che partiva dai 400 milioni inizialmente fino a un miliardo e 200 milioni il quinto.

Mourinho ha affermato di non essere il più bravo allenatore del mondo, sebbene non ce ne siano migliori di lui. C’è qualcuno più bravo di lei nel fare il procuratore? Quello di Mourinho. Si chiama Jorge Mendez e gestisce tutti i portoghesi famosi.

Continua a leggere

Un catorcio che non superi i 230 euro di valore, 20 euro di budget da spendere in caso di problemi tecnici e nessun tipo di assistenza fornita. Altro che i soliti pacchiani reality, questa è roba vera.

Sono solo tre dunque le regole che Giuseppe Criaco, castellano di 23 anni, prossimo ingegnere aerospaziale, dovrà rispettare per guidare un simpatico macinino fino in Gambia. Sarà il primo partecipante italiano al Plymouth-Banjul Challenge, un rally di beneficienza. Lo scopo dell’impresa infatti, sarà d’aiutare alcune organizzazioni benefiche che operano in Gambia, in Mali e in Azerbaigian. Una volta raggiunta la meta, l’auto sarà messa all’asta e i soldi impiegati per costruire acquedotti e scuole.

“Il Plymouth-Banjul Challenge è una corsa internazionale conosciuta come la “Parigi-Dakar alternativa” , dato che parte del tragitto e i paesi valicati sono quasi gli stessi. -Racconta Beppe. – Qui però non importa arrivare primo, ma semplicemente arrivare alla meta.” Il suo team guiderà un Opel Kadett dell’89, ed è composto anche dagli spagnoli Fran e Didac, conosciuti da Giuseppe mentre era in Erasmus in Catalonia: si trovavano seduti tutti e tre nello stesso salotto, quando alla tv passarono un documentario riportante le imprese dei rallysti del Plymouth-Banjul. Dal sogno alla sua realizzazione, il passo non è stato lungo. Il nome della loro squadra sarà “Jamu Wachu”, che significa “Vieni?” nel linguaggio Quechua. Partiranno insieme, dalla Spagna, verso fine dicembre.

Beppe, sei pronto? Ti serve dell’ allenamento? Quando ti preparerai?

Mi sono iscritto in palestra e sto guardando periodicamente dei documentari su come sopravvivere nel deserto.

Cosa ti ha spinto a partecipare?

Innanzitutto il senso dell’avventura, poi il vero fine del rally, ovvero la beneficienza.

Quanta benzina vi serve?

Se non sbagliamo strada e non ci perdiamo, saranno circa 5.500 chilometri. Quindi, considerando che guidare tra le dune del deserto comporta un dispendio di energia enorme, ci serviranno circa 500 litri di carburante. C’è da dire che laggiù sarà impossibile trovare benzinai, dovremo trattare con la gente del posto per fare rifornimento.

I pericoli maggiori che vi aspettano quali sono?

Il pericolo maggiore è che la nostra macchinuccia ci lasci a piedi. A questo si aggiungono i predoni, i campi minati nel bel mezzo del deserto, la condizione politica della Mauritania ecc..

Se la macchina si rompesse, dato che sei quasi ingegnere, sarai in grado di aggiustarla?

Diciamo francamente di no! Per fortuna i miei 2 companeros sanno metterci le mani, quindi mi preoccupo relativamente. In più bisogna sottolineare il grande senso di solidarietà ed aiuto reciproco che vige tra i concorrenti del rally: ci si sosterrà a vicenda in ogni situazione.

Sicuri che qualcuno, arrivati in Gambia, compri la vostra auto?

Al 100%! Dirò di più, si e’ calcolato che il prezzo medio speso per comprare questi catorci ammonta a 800 euro.

E se falliste?

Per il momento non ci pensiamo. Il concetto di fallire è relativo e dipende da quali sono i nostri obiettivi: noi vogliamo arrivare a Banjul con la nostra macchina e donarla in beneficenza per aiutare quella gente.

Vi speserete tutto da soli?

Stiamo cercando ancora altri sponsor, speriamo si facciano avanti perché ne vale la pena. Per ora ci siamo fatti dare 20 euro da un amico, 20 da un altro…

Sotto ai castelli, i sorrisi sono tutti giallorossi. Cinque vittorie su sei partite, sei punti negli ultimi due scontri diretti con Locara e Provese, miglior difesa del torneo con soli tre gol subiti: l’Alte Ceccato, solitaria, si trova al comando del suo girone di seconda categoria. Ottimo pure il cammino in Coppa Veneto, dove ha vinto quattro partite su cinque. Un inizio di stagione spettacolare, con risultati pesanti, che hanno esaltato il lavoro dell’allenatore Mariano Barbato: “Stiamo acquisendo consapevolezza delle nostre doti. La squadra è stata studiata per essere competitiva e i numeri ci stanno dando ragione”.

Continua a leggere

di Alberto Massignan

Confermato l’allenatore del doppio play-off consecutivo, Andrea Callegaro, in casa Montecchio la rivoluzione è tutta sul parquet. Le partenze sono state numerose e pesanti, come quella di Chiara Davi, una delle manine più calde di tutta la B2, chiamata a giocare in serie A dal San Bonifacio. Via anche l’altra lunga, Sara Rossi, e indisponibile per questa stagione anche Ilaria Faedo. Altri due punti di forza, Nicole Zengiaro e Jenny Stilo, sono a mezzo servizio: la prima giocherà solo le partite in casa, la seconda è ancora ai box causa un grave infortunio al ginocchio. Solo una vittoria su quattro partite per l’inizio di campionato delle castellane: chiediamo al mister come gestirà questo nuovo ciclo.

Continua a leggere

Di Alberto Massignan

In accappatoio rosso a piedi per Padova. Non sembravano i classici studenti appena laureati e festeggiatia ritmo di scherzi dagli amici, perchè troppo isolati, muti e apparentemente senza uno scopo. Così, in mezzo al quotidiano via-vai dei mercati patavini, la folla delle piazze è rimasta a guardare incuriosita, attirando pure l’attenzione della polizia. Mistero presto risolto, o meglio, mezzo risolto. Gli strani girovagatori, apparsi in più punti del centrocittà e riconoscibili perchè come unico capo d’abbigliamento presentavano un accappatoio rosso (con cappuccio saldamente in testa), sarebbero gli autori di una trovata pubblicitaria della quale gli stessi protagonisti non hanno voluto parlare. Contenti loro!

E intanto, su youtube, è partita la solita bagarre…

(foto Padova24ore.it)

Articoli precedenti »