Un catorcio che non superi i 230 euro di valore, 20 euro di budget da spendere in caso di problemi tecnici e nessun tipo di assistenza fornita. Altro che i soliti pacchiani reality, questa è roba vera.
Sono solo tre dunque le regole che Giuseppe Criaco, castellano di 23 anni, prossimo ingegnere aerospaziale, dovrà rispettare per guidare un simpatico macinino fino in Gambia. Sarà il primo partecipante italiano al Plymouth-Banjul Challenge, un rally di beneficienza. Lo scopo dell’impresa infatti, sarà d’aiutare alcune organizzazioni benefiche che operano in Gambia, in Mali e in Azerbaigian. Una volta raggiunta la meta, l’auto sarà messa all’asta e i soldi impiegati per costruire acquedotti e scuole.
“Il Plymouth-Banjul Challenge è una corsa internazionale conosciuta come la “Parigi-Dakar alternativa” , dato che parte del tragitto e i paesi valicati sono quasi gli stessi. -Racconta Beppe. – Qui però non importa arrivare primo, ma semplicemente arrivare alla meta.” Il suo team guiderà un Opel Kadett dell’89, ed è composto anche dagli spagnoli Fran e Didac, conosciuti da Giuseppe mentre era in Erasmus in Catalonia: si trovavano seduti tutti e tre nello stesso salotto, quando alla tv passarono un documentario riportante le imprese dei rallysti del Plymouth-Banjul. Dal sogno alla sua realizzazione, il passo non è stato lungo. Il nome della loro squadra sarà “Jamu Wachu”, che significa “Vieni?” nel linguaggio Quechua. Partiranno insieme, dalla Spagna, verso fine dicembre.
Beppe, sei pronto? Ti serve dell’ allenamento? Quando ti preparerai?
Mi sono iscritto in palestra e sto guardando periodicamente dei documentari su come sopravvivere nel deserto.
Cosa ti ha spinto a partecipare?
Innanzitutto il senso dell’avventura, poi il vero fine del rally, ovvero la beneficienza.
Quanta benzina vi serve?
Se non sbagliamo strada e non ci perdiamo, saranno circa 5.500 chilometri. Quindi, considerando che guidare tra le dune del deserto comporta un dispendio di energia enorme, ci serviranno circa 500 litri di carburante. C’è da dire che laggiù sarà impossibile trovare benzinai, dovremo trattare con la gente del posto per fare rifornimento.
I pericoli maggiori che vi aspettano quali sono?
Il pericolo maggiore è che la nostra macchinuccia ci lasci a piedi. A questo si aggiungono i predoni, i campi minati nel bel mezzo del deserto, la condizione politica della Mauritania ecc..
Se la macchina si rompesse, dato che sei quasi ingegnere, sarai in grado di aggiustarla?
Diciamo francamente di no! Per fortuna i miei 2 companeros sanno metterci le mani, quindi mi preoccupo relativamente. In più bisogna sottolineare il grande senso di solidarietà ed aiuto reciproco che vige tra i concorrenti del rally: ci si sosterrà a vicenda in ogni situazione.
Sicuri che qualcuno, arrivati in Gambia, compri la vostra auto?
Al 100%! Dirò di più, si e’ calcolato che il prezzo medio speso per comprare questi catorci ammonta a 800 euro.
E se falliste?
Per il momento non ci pensiamo. Il concetto di fallire è relativo e dipende da quali sono i nostri obiettivi: noi vogliamo arrivare a Banjul con la nostra macchina e donarla in beneficenza per aiutare quella gente.
Vi speserete tutto da soli?
Stiamo cercando ancora altri sponsor, speriamo si facciano avanti perché ne vale la pena. Per ora ci siamo fatti dare 20 euro da un amico, 20 da un altro…