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di Alberto Massignan

I Kani sono quattro rockers di Chiampo. Da anni, a colpi di musica metal molto rockeggiante, si sono conquistati un nutrito gruppo di supporter che non si perde una dalle loro ruggenti performance.
Di tutto ci si sarebbe aspettato da Joker, Pante, Cib e Lispio, tranne che comparire in un filmato tutt’altro che alternativo e addirittura un po’ melenso. Il faccino pulito protagonista del video, Davide Mogavero, è l’ennesimo artistino partorito una recente edizione di X-Factor.

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di Alberto Massignan

Dopo qualche inverno trascorso a temperature siberiane, i biancorossi provano ad intiepidirsi riprendendo confidenza con il pallone, offrendo discrete prestazioni e raccogliendo punti a sufficienza; a metà stagione il bottino permette di essere in corsa anche per la salvezza diretta. La terzultima posizione, ma con vista su tutte le dirette concorrenti, è frutto di un attacco ricostruito strada facendo e di una difesa che va migliorando. Ha mangiato il panettone Andrea Venturini, il mister arrivato in extremis a sostituire Giovanni Carli, dimissionario dell’ultimora che non se l’è sentita di condurre il Montecchio con una rosa giudicata “insufficiente”.

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di Alberto Massignan

“Il mio segreto? Non bevo coca-cola”. A dir poco frizzante invece il debutto di Luca Martini nel mondo della MTB. Da capogiro l’impatto del 18enne castellano al suo primo anno di agonismo; diciassette le gare da marzo ad ottobre, e a stagione finita i calcoli recitano un ruolino di 8 vittorie, 4 secondi posti e altri prestigiosi piazzamenti. Grazie a queste prestazioni, per il giovane atleta del Team Bike Castelgomberto arrivano anche il titolo di Campione Provinciale e Campione Regionale MTB di categoria. Luca è già proiettato nel futuro, lo aspettano gare nazionali e un salto di categoria non indifferente. Un ottavo posto su oltre 900 partecipanti alla Via dei Berici, combattuto gomito a gomito con qualche professionista e guastato pure da una foratura, parla forte e chiaro. Abbiamo chiacchierato col talento Montecchiano al termine di una stagione speciale.
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di Alberto Massignan (foto lasberla.net)

In quest’inchiesta parlano sei personalità di Arzignano. Rispondono tutte alle stesse 5 domande

1- Arzignano è quella che ne è uscita da “Presa Diretta” trasmessa da Rai3?
2- E’ possibile che nessuno, amministrazioni, forze dell’ordine, cittadini, si fosse reso conto di cosa stesse succedendo?
3- La figura di Andrea Ghiotto come ne esce da questa faccenda? Può diventare un mito? Un esempio?
4- E’ Ghiotto il “lupo cattivo” o è solo uno dei tanti di una certa Arzignano che esiste?
5- In che grado si sente coinvolto, personalmente, in tutta questa situazione?

Guerrino Mazzocco
1- No, non penso che Arzignano sia quella emersa dalle trasmissioni tv. In questa inchiesta sono stati colpiti, direttamente o indirettamente, circa 70.000 abitanti, e se ci sono 20 delinquenti credo che la percentuale sia del tutto normale. Per me però si stanno incolpando troppo i privati e tralasciando chi invece doveva controllare, ovvero le istituzioni pubbliche.
2- Il cittadino medio secondo me non se ne rendeva conto, altrimenti lo scandalo sarebbe venuto alla luce prima. Se lo avessero saputo davvero tutti, possibile che i media non avessero mai denunciato la situazione?
3- Mi riserbo dal dare giudizi personali sulle persone.
4- Da dove è cominciato, come è partito e quanti sono stati coinvolti, farà fatica a scoprirlo la finanza con le sue inchieste … Perciò non posso certo saperlo io.
5- Non mi sento assolutamente coinvolto; tra l’altro, nessun socio dell’associazione artigiani è stato coinvolto in queste faccende. Avrei potuto far qualcosa solo se l’avessi saputo; era solo una di quelle chiacchiere che girano. Ne girano ancora di grosse, molte delle quali chiaramente false; se dovessi credere a tutto quello che si sente al bar….

Stefano Fracasso
1-No, ovviamente. Ci mostra uno dei volti di Arzignano che, dalle cronache locali, da qualche tempo noi conoscevamo già. Ci piacerebbe non aver mai visto questa faccia della città, ma purtroppo esiste.
2-Non è vero che nessuno si sia accorto e non abbia fatto niente. In tempi non sospetti, ad inizio 2009, come amministrazione abbiamo segnalato alcune condizioni anomale di mercato all’Agenzia delle Entrate. Abbiamo effettuato un incontro a porte chiuse con un loro rappresentante, era presente il mondo della concia e la finanza: è stato reso noto che da alcune verifiche emergevano illegalità fiscali. Se prima c’erano ufficialità colluse, si poteva fare poco o niente.
3-Penso che il personaggio di Andrea Ghiotto abbia altri precedenti nel panorama politico. E’ una figura che vuole stare sopra le righe, indifferente al pericolo e alle conseguenze legali. Ghiotto rappresenta una parte della nostra società veneta, quella che ha sentimenti repulsivi verso lo Stato, e il suo “personaggio”sicuramente affascina altre persone che la pensano come lui. Nelle sue parole ho letto: lo Stato è un mio avversario.
4-Non bisogna assolutamente fare di Ghiotto un mostro, altrimenti sembra che una volta “ingabbiato lui”, tutto il resto sia pulito. Qualcuno potrebbe pure strumentalizzare la sua immagine per insabbiare il resto.
5-Ognuno fa la sua parte: io ero Sindaco e facevo il Sindaco, l’imprenditore avrebbe dovuto fare l’imprenditore corretto, la Guardia di Finanza avrebbe dovuto controllare la legalità. Non mi sono piaciuti i recenti giochini da scarica barile da parte di qualcuno, inutili per la ricostruzione dell’immagine di Arzignano, un’immagine che è andata veramente distrutta. Prima eravamo la città dell’inquinamento, e col tempo siamo cambiati; poi eravamo la città degli stranieri, e abbiamo dimostrato che non siamo il Far West; ora bisognerà lavorare davvero tanto per cancellare l’immagine di città degli evasori.

Massimo Signorin
1-Assolutamente no. Hanno voluto chiaramente far passare Arzignano come patria dell’evasione. Tra l’altro contraddicendosi, dato che hanno riportato dei dati chiari: se nella città del Grifo si produce l’1% del Pil totale, e l’evasione è stata pari all’1% di quella totale italiana, vuol dire che siamo nella media. Non è certo motivo di vanto, ma non vuol dire certamente che siamo peggio di tutti gli altri.
2-Se ne accorgeva più di qualcuno: alcune concerie vendevano a prezzi troppo bassi, si poteva capire che qualcosa non andava. Ma cosa si poteva far di più? Dove andare a denunciare? A persone colluse e coinvolte? Non c’era la sicurezza necessaria. Tanta gente sa ancora qualcosa ma non dice, perché ha paura di essere massacrata, di non venir protetta.
3-Penso che Ghiotto abbia fatto una gran figura di m****. Credo inoltre che i suoi passaggi in tv sarebbero stati da censurare, soprattutto per bambini e ragazzi, che potrebbero prenderlo come esempio. Chi lo spiega al proprio figlio che la vita di Arzignano non è evasione, illegalità e belle donne? Penso che la Rai abbia tagliato e incollato pezzi di intervista davvero diseducativi e vergognosi.
4-Non è lui il male assoluto, ce n’è più di qualcuno…
5-Riguardo la mia intervista trasmessa in tv, posso dire che son stati mandati in onda solo piccoli frammenti ben incollati, con lo scopo primario di gettare fango sulla Lega Nord. Per questo abbiamo ripreso a nostra volta interamente l’intervista, sapevamo dove volevano andare a parare; ho passato un pomeriggio tra la gente del paese e so che in molti mi hanno compreso, giudicando il programma vergognoso.

Gianfranco Signorin
1-Purtroppo sì, perché rispecchia un sistema imprenditoriale corrotto che esiste al 90%. Dico questa percentuale perché sono stupito che nessuna categoria economica si schieri a favore degli onesti: mi vien da pensare davvero male, ovvero che gli onesti siano in pochi. E’ un silenzio grave.
2-Come ex-Sindaco posso dire che il Comune non è né i Carabinieri, né la Guardia di Finanza, tantomeno l’ufficio delle Entrate. Anzi, per questi ultimi due organi abbiamo fatto molto negli anni, dando sempre più strumenti per far svolgere al meglio il loro lavoro. Ma come indagini il Comune non può fare assolutamente nulla.
3-Pensavamo tutti fosse un m***, invece era furbo e cattivo.
4-Non è certo il prototipo del cittadino arzignanese. Ghiotto è frutto di una cultura dell’avere, dell’apparire, delle belle auto, dei “schei”. E’ la punta di un iceberg culturale dove i valori morali hanno ceduto il passo a quelli materiali. Dobbiamo preoccuparci perché può diventare un mito da emulare di una società malata.
5-Da amministratore ho sempre cercato di dare vita ad opere pubbliche che dessero cultura e aggregazione, con lo scopo di far vivere bene il cittadino e di creare una città sana. Forse si poteva far di più, perché questi campanelli dimostrano che “l’avere” ha umiliato “l’essere” e l’essere onesti. Penso sia un orrore avere le carceri piene di stranieri che hanno rubato 200 euro, e vedere chi ha rubato milioni di euro girare liberi per la piazza coi macchinoni. Parlo di rei confessi, e magari di chi ha pagato 200 o 300 mila euro per non pagarne 6 o 7 milioni, investendone parte in opere di bene, ospedali, scuole, altre donazioni, per farsi notare positivamente. Bisognerebbe far tirar via il loro nome da alcune targhe commemorative e scrivere “Bene della collettività di Arzignano”, oppure “Bene d’Italia”, perché quelli sono tutti soldi nostri, sottratti illegalmente.

Susanna Magnabosco
1- Solo in parte. C’è stato il fenomeno dell’evasione e della truffa, i personaggi citati esistono. Però Arzignano è fatta da una maggioranza che non viene resa nota, quella maggioranza che lavora e rispetta le regole.
2-  Si sussurrava che certe azioni illegali esistessero, voci che circolavano con insistenza poco prima che partissero le prime denunce; ma non si pensava il sistema fosse così esteso, in grado di coinvolgere alcuni dipendenti della Guardia di Finanza, dell’Agenzia delle Entrate e alcuni professionisti. Purtroppo, come accade non solo da noi ma in tutta Italia, ognuno pensa a sè e si disinteressa di tutto il resto.
3-  C’è il rischio che diventi un mito, e perciò il suo comportamento va condannato in maniera unita e compatta da tutta la società. Sono  un po’ preoccupata per i nostri giovani. L’evasione è un furto: Ghiotto non avrà ucciso nessuno, ma ha sottratto soldi che servono per le nostre strade, per gli asili, per la sanità.
4-      Lui è solo la punta dell’iceberg di una parte della società che esiste ed è stata dimostrata. Da solo non avrebbe fatto niente. Purtroppo è un problema non solo di Arzignano, ma di tutto il Paese, qui ci sono state le denunce, qui ci sono state le condanne, qui la gente si è indignata, non ovunque accade questo.
5-      In un certo grado siamo tutti colpevoli per aver lasciato terreno fertile a queste persone. Ognuno nel suo ambito può dire di no ai comportamenti illegali. Adesso è ora di ripartire dall’etica, di far emergere l’Arzignano che lavora correttamente. Credo che questi fatti abbiano fatto riflettere tutti, anche chi non ne è stato direttamente coinvolto

Giorgio Gentilin
1-Certamente no. E’ piuttosto quella che gli autori della trasmissione hanno voluto dare con una scelta spesso arbitraria di immagini e di parole. Quella vista è una parte minoritaria di Arzignano nella quale non si riconosce la stragrande maggioranza dei cittadini e degli imprenditori per bene.
2-C’era forse il sentore che anche dalle nostre parti qualcuno stesse facendo il furbo, procurando problemi e difficoltà agli altri. Qui è la società nel suo insieme ad avere fallito: come famiglia, come scuola, come politica, non sì è stati in grado di proporre modelli culturali positivi.
3-È la figura, appunto, di un modello sbagliato. Se rischia di diventare un modello di riferimento (un antieroe sprezzante delle leggi, della morale, della giustizia e per il quale soldi, auto e donne ben valgono l’azione del delinquere e il rischio del carcere senza orizzonti ideali di alcun genere) sarà difficile estirparlo. Ma è nostro dovere farlo.
4- Come individuo singolo, non è lui ad essere il male assoluto. Sono le sue azioni e il sistema di cui è diventato il simbolo ad essere il cancro da estirpare: la peggior cosa è che possa atteggiarsi in TV da eroe, quando in realtà ha frodato pesantemente tutti noi e lo Stato. Per questo, in un Paese maturo sarebbe dietro alle sbarre.
5-A livello personale mi è ancora difficile realizzare appieno quanto è successo; sarò forse un ingenuo ma l’accadimento di una cosa simile oltrepassa ogni immaginazione. Mentre accadeva tutto questo ero impegnato come medico su altri fronti, lontano dalle leve del potere. Come politico credo che la società intera debba sentirsi coinvolta e ripensare all’azione formativa specie dei nostri giovani. Come Sindaco mi trovo impegnato a rappresentare la nostra città in un momento difficile, in cui la tensione è palpabile, in cui sento il dovere di gridare forte che Arzignano non è quella banda di malfattori che frodano la collettività, ma una città dove albergano la fatica e il sudore della stragrande maggioranza di uomini e donne onesti.

di Alberto Massignan (foto Giornale di Vicenza.it)

“Spero di farmi un bel regalo di Natale”. Commenta così, il Sindaco e assessore alla sicurezza Milena Cecchetto, il prossimo arrivo del Grande Fratello a Montecchio Maggiore. Saranno una quindicina le telecamere piazzate sui punti chiave del territorio, pronte a monitorare situazioni pericolose e di disagio pubblico. Un piano a cui mancano ancora alcuni particolari, tra cui la data esatta dell’effettivo impiego delle nuove tecnologie cui il Comune doterà gli uomini della Polizia Locale; ma come detto, il Sindaco da quasi per certo l’arrivo del nuovo servizio di videosorveglianza sotto l’albero natalizio, e lo descrive come un significativo passo verso uno dei suoi sogni: “Desidererei che ragazzi e bambini di Montecchio tornassero a giocare in strada in piena tranquillità, come quando ero giovane io. So che è un sogno difficilmente realizzabile dati i tempi attuali, ma sento davvero tanto importante la situazione sicurezza e come amministrazione lavoriamo al meglio per migliorarla”.

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di Alberto Massignan

Riscoprire il proprio territorio in sicurezza e ritrovare il piacere di camminare tranquillamente a contatto con la natura che circonda Brendola. E’ in pieno corso d’opera infatti, un progetto di censimento davvero particolare, ovvero quello dei percorsi che collegano le zone più belle del paese; danno l’accesso a paesaggi e situazioni indubbiamente appaganti, ma anche, a volte, difficilmente raggiungibili. Parliamo naturalmente dei sentieri, che in tutto il territorio di Brendola sono stimati in 15 chilometri di lunghezza totale. Due sono gli itinerari principali, denominati “Sentiero dei monti comunali” e “Sentiero di San Vito e della fontana dell’orco”, oltre a decine di relative diramazioni, sentieri minori, capezzagne e numerose strade silvo-pastorali.
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E sono tre. Nel luogo più importante, tra le mura amiche, e nella maniera più bella, ovvero sovvertendo i pronostici pre-partita, i Delfini di Montecchio conquistano lo scudetto 2009-2010 di Mini Basket in Carrozzina. “Gli occhi di tutti brillavano, l’atmosfera è stata indescrivibile, la nostra prestazione in campo superba”. Racconta Mauro Ferro, il mister dei Delfini, soddisfatto e orgoglioso al termine di una due giorni che i ragazzi castellani non scorderanno facilmente. “La vittoria ci ha dato un soddisfazione pazzesca, perchè non partivamo assolutamente da favoriti. I ragazzi hanno dato l’anima, e a dispetto di un tasso tecnico inferiore, sono riusciti ad imporsi sui rivali più temuti.” Per l’ennesima volta infatti, anche quest’anno, a giocarsi lo scudetto sono state la squadra vicentina e quella di Cantù, vincitrice degli ultimi 2 tornei nazionali.

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Un’estate ricca di colpi di scena. L’insperato ripescaggio in serie D della compagine Aleardi ha riportato sorrisi e felicità ad un ambiente a secco di soddisfazioni e semplici vittorie domenicali da troppo tempo. Se il Montecchio torna ad essere, per importanza, la terza squadra della provincia dietro Vicenza e Bassano, la nuova parola d’ordine è una sola: “mai più come l’anno scorso”.
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Gambe, braccia, fiato e cuore. Riparte da sotto i Castelli uno zoccolo di uomini e donne di ferro innamorati della disciplina del Triathlon: nuoto, ciclismo e corsa in una sola competizione. Il Team ASM Montecchio Maggiore è una delle sole due società in provincia di Vicenza che offre agli atleti la possibilità di allenarsi e partecipare a gare ufficiali della triplice: quest’anno i tesserati sono una ventina, provenienti non solo da Montecchio ma da entrambe le vallate del Chiampo e dell’Agno; per il 2011 i triathleti potrebbero già arrivare a 30. Nata nel 2001 grazie alla passione per lo sport dei tre fratelli Federico, Michele e Andrea Tozzo, tutti ex ciclisti, il 2010 ha visto in particolare l’arrivo di Paolo Masina, già triathleta dal 2006 e da quest’anno tecnico di federazione.

 

S i occupa sia dell’organizzazione degli allenamenti di gruppo che della consulenza sul training agli tesserati. “L’obiettivo, per quest’anno, concordato con il presidente Federico Tozzo, è innanzitutto quello di dare il massimo appoggio per la crescita dei nostri atleti, formare un settore giovanile con scuola triathlon e soprattutto organizzare una manifestazione sportiva, triathlon o duathlon, nella città dei Castelli. A questo proposito sono stati già valutati dei percorsi e si spera, con l’aiuto di altri sponsor e il consenso dell’amministrazione locale, di riuscire a dare vita a una delle poche manifestazioni di questa disciplina del vicentino.” Gli allenamenti in acqua si svolgono prevalentemente presso gli impianti natatori di Arzignano e Montecchio, mentre allenamenti combinati bici-corsa si svolgono nella zona Colli Berici, Lago di Fimon e bacino del Guà, in base alle esigenze agonistiche e dei tesserati residenti in tutta la provincia. A mister Masina chiediamo i primi risultati: “Tra gli atleti del gruppo di particolare importanza è il risultato del ventisettenne Ferdinando Mancini, che ha esordito per la prima volta nel triathlon su quella che è la distanza più lunga, l’Ironman: 3.800m nuoto, 180km bici senza scia e 42.198m di corsa; il tutto in poco meno di tredici ore.
Considerando che era la sua prima esperienza ha ampi margini di miglioramento: con la sua determinazione e allenamenti mirati potrà lottare nei prossimi anni per la tanto ambita qualificazione al mondiale Ironman delle Hawaii.”

per interessati, contatti: arrowfired@yahoo.it

Di Alberto Massignan

Lui, lei e l’altro, Christian, Valeria e Marcello. I montecchiani non parlano d’altro: se si alimentano ora dopo ora le speranze di vedere il laterale del Napoli indossare la casacca azzurra e volare al mondiale in Sudafrica, ad oggi l’unica certezza sono le nozze con Valeria Mettifogo, con buona pace per tutte le fan, partenopee e non, dell’ex calciatore del Vicenza. Lei è la ragazza di Montecchio con la quale Christian sta da dieci anni, e per la quale lui ha fatto spola da Firenze, poi Genova ed ora Napoli: si sposeranno sabato 22 maggio, alle 15.30, nella parrocchia di Santa Maria Immacolata a Montecchio.

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di Alberto Massignan

La dottoressa Annalisa Bettin, vicentina, è stata tra le prime in provincia ad occuparsi di intolleranze alimentari. Ha un passato da judoka, con 6 titoli nazionali e altri riconoscimenti europei; proprio per motivi sportivi si è appassionata a questo campo di studi: “In alcuni periodi della mia attività avevo l’esigenza di rientrare in certe categorie di peso; mi sono ritrovata a seguire diete drastiche, talvolta pericolose, si assumevano pure diuretici…” Da lì la scintilla: prima gli studi da biologa e poi diventa nutrizionista specialista in scienze dell’alimentazione. Collabora con medici e studiosi che portano avanti da decenni ricerche in questo campo: vent’anni fa la Bettin fu la prima a Vicenza ad introdurre il Cytotoxic test, una serie di prove tossiche alimentari sul sangue, che permettono di evidenziare i possibili elementi non tollerati dagli individui. “Dalle cefalee alle dermatiti, all’ orticaria, aerofagie, meteorismo, dolori fisici fino alla depressione: tutto può essere dovuto a intolleranze alimentari del nostro organismo. Purtroppo regna la disinformazione a riguardo, non solo tra le persone ma anche nella medicina tradizionale, e molti dottori rimangono assolutamente scettici a riguardo. Di fatto però, per esempio, che non è raro mi si presenti un paziente che lamenta forti emicranie, e per curarlo è bastato togliere il grano dalla propria alimentazione.” La pratica della dieta a rotazione sembra essere infatti, il primo passo per cercare di scoprire eventuali intolleranze con buona precisione. Nel 2008 la dottoressa è coautrice del libro “Le Intolleranti”, volume interessante e completo per chi vuole saperne di più sulle relazioni tra disturbi e alimentazione. Nel libro la Bettin riporta la teoria di Selye o degli Agenti Stressanti, e ci spiega: “Le cause delle intolleranze possono derivare da un sovraccarico di stress: non solo psichici e sociali, ambientali e fisici, ma soprattutto chimici, come quelli derivati da additivi, conservanti e farmaci sempre più in utilizzo negli alimenti. Il nostro corpo può tollerare fino ad un certo punto queste sostanze potenzialmente dannose, ma quando si supera il limite si va ad inibire la capacità reattiva dell’organismo. Gli intolleranti sono il risultato di queste situazioni.” Le possibili soluzioni per prevenire la possibilità di diventare intollerante? “Ridurre lo stress, ridurre l’utilizzo di farmaci, condurre in generale una vita più sana. Bisognerebbe utilizzare il più possibile alimenti biologici, ed è consigliabile in ogni caso una dieta a rotazione, ovvero variare i cibi che si mangiano di giorno in giorno.”

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Di Alberto Massignan

 

L’ultima arrivata è la casa del regno dei Testimoni di Geova. In via Santo ora, contando il tempio buddista, quello induista e quello musulmano, sono quattro i centri di culto religioso diverso da quello cattolico: Villaggio Giardino dunque, è un quartiere che rappresenta bene la società multiculturale di Arzignano. La tradizione cristiana però, qui si erge ancora saldamente, ed una folta massa di persone partecipa alle funzioni domenicali tenute nella chiesa di San Giovanni Battista. “L’integrazione tra i ragazzi delle nuove generazioni sarà importante per Arzignano, ma secondo me è giusto che i figli degli immigrati mantengano la loro religione, che se vissuta seriamente diventa fonte di ricchezza.”

 

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di Alberto Massignan

Dopo la mia segnalazione di sette mesi fa, Veneto Strade ha finalmente ritoccato il braccio della tangenziale castellana che porta alla zona industriale di Montecchio. Il fondo stradale infatti, si era deformato pericolosamente dopo neanche un anno dalla consegna dell’opera. Da un mese si aspetta ora la segnaletica orizzontale, arrivata inspiegabilmente solo per la banchina di destra.

 

Di Alberto Massignan

“Da anni dobbiamo sopportare la presenza della cava, del depuratore, della discarica, del canile e del cimitero. Abbiamo scampato per poco la costruzione della centrale, ma a breve aprirà una fonderia. In cambio chiediamo solo di avere la passerella, e invece ci non costruite nemmeno quest’opera”. Così ha detto un residente al termine dell’incontro tra giunta comunale e cittadini di Costo di Arzignano, avvenuto giovedì scorso nella scuola dell’infanzia di via Scamozzi. Tra le richieste e le segnalazioni sollevate all’amministrazione, molti abitanti dei quartieri est di Arzignano sono rimasti delusi dal mancato inserimento, nel piano delle opere pubbliche triennali, della costruzione di una passerella che colleghi la parte vecchia di Costo a quella nuova. “Neanche dieci giorni fa, un camion che percorreva la provinciale ha perso il carico, che è finito tutto sul marciapiede.”

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Di Alberto Massignan

La casa natale del poeta Giacomo Zanella è in vendita. In paese si sta chiacchierando molto sul futuro passaggio di proprietà dell’edificio dove nacque uno tra i più illustri poeti dell’ottocento: per l’acquisto si sono fatti sotto anche alcuni Sir d’oltremanica, dove lo Zanella è molto apprezzato e viene studiato nelle università di lettere di Londra. Riguardo la cessione dell’immobile, la proprietaria Arianna Fracasso esclude innanzitutto di accettare una proposta pervenuta nei mesi scorsi:“Alle imprese di costruzioni, che volevano comprare la struttura per demolirla interamente e fabbricare una dozzina di appartamenti, abbiamo risposto subito in maniera negativa. Non è nostra intenzione cancellare la storia di luogo così artisticamente rilevante”. La famiglia Fracasso aveva acquistato la casa più di due secoli fa: ora, le necessità di vita degli eredi sono lontane dalla realtà di Chiampo. “La casa è inutilizzata da tempo ed il suo mantenimento diventa un costo spropositato, sono quasi duemila metri quadri”. Continua la proprietaria.

 

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Di Alberto Massignan

FOTO MASSIGNAN - incontro alla cittadinanza della giunta di Arzignano alla scuola primaria di San Zeno [1600x1200]

Diminuire la velocità nei quartieri e abbattere il traffico che isola San Zeno dal resto della città nelle ore di punta. Sono le principali questioni che i residenti del quartiere hanno esposto alla Giunta Comunale venerdì sera, riunitasi nella Scuola Primaria di via San Zeno per presentare il proprio programma amministrativo ed ascoltare i problemi della cittadinanza. “Partiranno a breve numerosi interventi di asfaltatura, sistemazione e illuminazione”. Ha detto l’Assessore Massimo Signorin, in riferimento ai lavori che riguarderanno per intero via Ascari e parzialmente via Borgo Vallaro, via Marchetti, via Tevere, via San Zeno e via Zini. “Sarà inoltre realizzata la bretella che collegherà la zona industriale di Chiampo a San Zeno: verranno costruiti un nuovo ponte ed una rotatoria, che consentiranno di snellire il traffico che coinvolge l’intera zona”.

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di Alberto Massignan

Organizzazione, concentrazione, sofferenza. Sono tre degli attributi fondamentali del DNA Montecchio San Pietro, che, dopo la buona salvezza della passata stagione, ha iniziato molto bene il suo secondo anno in prima categoria. Il cambio d’interpreti obbligato da partenze ed infortuni, non sembra nuocere al collettivo allenato da Walter Sdyeler, alla terza stagione sulla panchina neroverde.

 

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Di Alberto Massignan

Controllare la presenza del crocifisso in ogni aula scolastica di Arzignano. L’ordine è stato effettuato direttamente dal Sindaco Giorgio Gentilin, che giovedì sera si è soffermato su questo tema d’attualità, e dopo aver espresso il suo pensiero di fronte alla cittadinanza di San Zeno, ha riscosso ampi consensi tra i presenti. “La nostra identità e la nostra cultura hanno radici cristiane e cattoliche. La decisione della Corte Europea giunta in questi giorni, mi ha suggerito alcune riflessioni: come Giunta e come Amministrazione, dobbiamo prendere una posizione.” Ha detto il Sindaco circa la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo, la quale ha stabilito che la presenza del simbolo religioso nelle aule costituisce «una violazione del diritto dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni». “Il primo passo sarà quello di valutare accuratamente la situazione. – ha fatto sapere il Sindaco ieri – Ho affidato l’incarico ai Dirigenti Scolastici di tutte le scuole della città, che avranno il compito di ispezionare le classi e segnalare la presenza o meno del crocifisso in ogni aula. Una volta raccolti tutti i dati, mi consulterò con la Giunta e prenderò una decisione”. A riguardo, il primo cittadino di Arzignano non si nasconde, le sue idee sembrano già delineate. “La società in cui viviamo è caratterizzata dalla religione cristiana e a molti dei suoi valori ci ispiriamo: i miei presupposti sono questi.”

di Alberto Massignan
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L’occasione della vita le sta capitando… tra i piedi. Aurora Asmussen, calciatrice arzignanese di vent’anni, è entrata a far parte della rosa della primavera del Bardolino Calcio Femminile, società campione d’Italia in carica. Il suo cognome non nasconde l’origine straniera: l’Olanda è un’altra patria, oltre all’Italia, caratterizzata da profonde radici calcistiche. In passato, il padre, il nonno, e qualche cugino “orange” di Aurora hanno giocato in club professionistici olandesi, trasferendole una forte passione per lo sport e probabilmente una genetica predisposta al pallone. Schierata in attacco o sulla fascia, la ventenne possiede ottime doti di assist-woman e vanta pure una decina di gol all’attivo ogni anno; sarà questa la sua stagione decisiva, in cui giocherà le proprie chance di approdare al mondo del professionismo. In riva al lago sarà allenata dall’esperta Antonella Formisano, con cui lavorerà per fare il grande salto della propria carriera.
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di Alberto Massignan

Volti nuovi a Montecchio? Si e no. Perché è vero che al Cosaro di facce sconosciute se ne vedono tantissime, ma, con l’eccezione di Gajcanin e Dissegna, i “nuovi” sono tutti prodotti del rinomato vivaio castellano. La vecchia ossatura dei biancorossi infatti, è crollata in un’estate ricca di polemiche: gli addii di Noro, Gallo, Roverato, Ferrari e Vallarsa hanno fatto colare a picco il tasso tecnico e d’esperienza del Montecchio. Romano Aleardi, senza guardarsi troppo indietro, ha colto la palla al balzo: riducendo il budget societario del 70%, ha consegnato al nuovo mister, Giovanni Carli, una rosa talentuosa quanto giovanissima, rompendo gli indugi degli anni passati e puntando ad una linea verde senza compromessi.
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