Il Montecchio dei giovani si salva ancora: è serie D per l’11esima volta. 1-3 al Trento che sprofonda in eccellenza
di Alberto Massignan

Ancora una volta, nel solito film di 180 minuti, le scene si ripetono. Ecco arrivare il gioco, poi i gol, infine la salvezza e lacrime di gioia. Ottima anche quest’anno la pellicola proposta dal “regista” Romano Aleardi: il genere è sempre lo stesso, thriller play-out di fine campionato. Quando il protagonista sembra spacciato, ecco che arriva il miracolo, e per l’undicesima volta di fila i biancorossi restano in serie D. L’anno scorso era stato il Sandonà a farne le spese, tre anni prima il Vallagarina, stavolta la discesa in eccellenza è toccata al Trento. 1-1 al Cosaro e poi vittoria decisiva per 3-1 colta nel “nido” degli aquilotti. E pensare che per gli uomini di Venturini, a 100 minuti dal termine della regular season, sarebbe stata retrocessione diretta; poi un gol di Roverato in casa del Tamai ha permesso il sorpasso al Sandonà, e vincendo l’ultima partita proprio contro il Trento i biancorossi hanno ottenuto l’ultima piazza playout.

Presidente, ha dormito la notte prima della trasferta decisiva?
In maniera tranquilla. Anche durante la giornata e la partita mi sentivo a mio agio, i precedenti mi rassicuravano, il Trento non ci batte mai ed è andata così. Non avevamo niente da perdere, mentre da parte loro ho visto tanta tensione, in campo avevano almeno otto professionisti che sotto il piano mentale, a fronte della prestazione dei nostri ragazzi, hanno visibilmente ceduto.
A occhio e croce, nell’ultima decade, questo sembra l’anno in cui lei ha speso meno. Ci sbagliamo?
E’ corretto, abbiamo speso il 40% in meno dell’anno scorso. E continuerà così: abbiamo priorità da rispettare, non possiamo permetterci di comportarci come il Tezze (Eurotezze, ndr), tesserare sei punte da “primo prezzo” e poi non far quadrare i conti a fine anno, mettendo a repentaglio la propria esistenza. Poi ho imparato a mie spese di non strafare e strapagare i giocatori, che sistematicamente se ne approfittano e diventano dei soldati di ventura.
Il rischio retrocessione però è stato grosso fino a due match dalla fine, dopo mesi di buio totale. Non temeva qualche contestazione?
E da parte di chi? Finché un abbonamento allo stadio costa 17 euro, 1,60 euro circa a partita, nessuno può dirmi niente, in società idem, dato che ci metto tutto io. Attualmente a Montecchio vige la politica migliore di tutta la serie D e c’è da andarne fieri. A fine anno abbiamo già spedito 6 ragazzini delle classi ‘95, ‘94 e ‘92 nei vivai di club professionistici, che torneranno a Montecchio nel caso non si trovassero rispettati come lo sono qui.
Ora arriva la domanda che preferisce: la chiave di questa salvezza?
L’apporto dei giovani. Vedere giocare così bene i vari Camerra, Carlassara, Tresso, Rovetti è la mia soddisfazione più grande. Il portiere Scalabrin è stato l’uomo decisivo, dopo un periodo in panchina ho premuto io stesso per il suo ritorno da titolare, la fiducia è stata ricompensata.
A 18 anni Rovetti ha mostrato davvero grandi cose, resterà a Montecchio?
Se non parte già ora per qualche squadra professionistica lo farà l’anno prossimo. Ha appena trascorso un’ottima esperienza con la rappresentativa nazionale giovanile, e assicuro che il ragazzo ha le carte in regola per diventare un campione.
Ha già ufficializzato l’arrivo di Giovanni Carli come mister per la prossima stagione. Dato che ne ha sostituiti 3 in due anni, che cosa deve fare per non scontentarla?
Far giocare i giovani naturalmente: per il mio Montecchio voglio altri 10 anni di serie D. Sogno di cogliere i frutti di questo continuo lavoro sul vivaio e regalarmi un’esperienza in Lega Pro. Carli ha un gran carattere, dovrà cercare di trasmetterlo ai ragazzi.
(per le foto si ringrazia SportMontecchio)


Wave Park: tentiamo la fortuna in Inghilterra!
Massimo Consolaro, Enrico Carradore, Matteo Zanconato e Christian Negro sono i Wave Park, band arzignanese che ha deciso di trasferirsi in Inghilterra per sfondare nel mondo della musica indie rock. Hanno 25 anni, gli ultimi 8 dei quali scanditi dalle prove in saletta, dai concerti e dalle registrazioni, fino alla realizzazione del loro primo album, completato pochi mesi fa. Le loro canzoni (si possono ascoltare su www.myspace.com/wavepark) sono attuali, dirette e potenti, allo stesso tempo suonano fresche, radiofoniche e molto curate sotto l’aspetto dei suoni. I testi, naturalmente, vengono composti in inglese. E’ stata proprio la loro attitudine british a spingerli nel lasciare la città del Grifo per spostarsi a Londra. Una scelta singolare ma decisa: il loro album si chiama Leaving all behind, e i quattro si sono presi davvero sul serio. Hanno lasciato la vecchia vita alle spalle,ora si giocano le loro chance di successo nel mondo della musica, direttamente dalla capitale mondiale del rock.
Allora ragazzi, qual è il locale più bello di Londra?
Un locale che ci piace veramente tanto è il KOKO a Camden Town, sul quale c’è poco da dire visto la sua importanza e popolarità a livello musicale. Ha inoltre il pregio di trovarsi in un bellissimo quartiere, culla dell’indie rock. Va detto però che qualunque pub di Londra che propone musica live quasi ogni giorno della settimana merita il nostro rispetto totale.
Sta procedendo bene la vostra permanenza in terra anglosassone? Com’è la vita nella City? Che impatto c’è stato?
Appena arrivati, più di un mese fa, siamo stati subito travolti dall’atmosfera english: molto underground, grigia e cupa, ma contemporaneamente affascinante e misteriosa da morire. Per noi che proveniamo da un paese di 25mila abitanti è stato davvero scioccante trovarci “al centro del mondo”. E’ impressionante vedere come la nostra musica preferita venga trasmessa dalle stazioni radiofoniche quotidianamente.
Come vi siete organizzati? Dove vivete? State cercando un lavoro per mantenervi?
Viviamo tutti insieme come barboni in una camera piccolissima. Scherzi a parte, ci siamo appoggiati ad una agenzia che ci ha procurato l’appartamento e vari colloqui di lavoro.
Quali reali motivazioni stanno sotto questa “scelta di vita”?
Stiamo completando un progetto avviato a settembre 2008, il quale richiede la nostra presenza qui a Londra, per fare promozione diretta al nostro album. Iniziato un progetto come il nostro era d’obbligo non lasciare le cose a metà e partire per il paese dove la nostra musica è davvero apprezzata. Secondariamente la voglia di fare un vera “esperienza di vita” ha giocato un ruolo decisivo nella scelta di partire; non è da tutti trovare il coraggio di lasciare mammina…
I vostri genitori che ne pensano di ciò? E le vostre fidanzate?
E’stata molto dura lasciare gli affetti familiari; alcuni hanno criticato fortemente la nostra scelta, anche se le persone veramente vicine a noi ci hanno fornito il supporto necessario, pur mettendoci in guardia sulle difficoltà che avremmo trovato in questo momento storico ed economico.
Chi eravate prima di un mesetto fa? Che cos’avete lasciato a casa?
Alcuni di noi hanno lasciato il lavoro, con molte preoccupazioni, più in generale abbiamo lasciato ad Arzignano molti aspetti della quotidianità.
Nonostante ciò, questa esperienza ci sta facendo crescere enormemente sotto ogni aspetto.
Sotto il Grifo che spazio c’è per la musica?
Non vorremmo essere troppo critici ma la prima parola che ci viene in mente è “nessuno”; in particolar modo per la musica inedita, nonostante la buona volontà di alcune persone che si sbattono per creare ed organizzare qualche evento musicale puntualmente snobbato da tutti.
Come vi vedete tra 5 anni?
Se le cose dovessero decollare non vogliamo neanche immaginarlo, altrimenti saremo molto fieri di averci provato fino in fondo.
Per quali motivi tornereste indietro?
Per gli affetti personali, il cibo e poco altro.
Che cosa potete ottenere concretamente dalla vostra avventura?
Possiamo dimostrare a noi stessi e agli altri che intraprendere una avventura del genere è possibile.
Se un giorno vostro figlio vuole fare un’esperienza del genere che gli
dite?
Avrebbe tutto il nostro supporto e ne saremmo orgogliosi, anzi potrebbe godere della nostra esperienza…
Montecchio Calcio, arriva Venturini. Roverato: salvezza possibile
Con dieci sconfitte al giro di boa, il Montecchio quest’anno ha perso l’esatta metà delle gare disputate. I biancorossi nel 2009 avevano rivisto la luce, dopo un importante pareggio a Trento e la sfolgorante vittoria per 3-0 contro il Tamai. Invece in 15 giorni si sono fatti seppellire dai sette gol delle veronesi Somma e Virtus, riaffiorando in zona play-out solo dopo i 3 punti strappati al Pordenone dell’ex Posocco. La situazione è critica, ma ora di squadre dietro ce ne sono più di due.
L’Orso di Montecchio è pronto per graffiare
La primavera arriverà presto, lui è pronto a bramire ancora più forte. L’anno in corso potrebbe davvero essere quello di Pierangelo Orso, 43enne montecchiano che nel 2008 si è classificato terzo assoluto nel Campionato Italiano di Moto d’Acqua Endurance 4 tempi. Il fiore all’occhiello della sua splendida stagione è stata la vittoria del 66esimo Raid Pavia Venezia, tenutosi ad ottobre, una pazzesca corsa di 400 chilometri condotta percorrendo il Po da ovest verso est. Per l’acquabike questa competizione rappresenta il trofeo più prestigioso a livello internazionale, ed il pilota castellano si è classificato primo tra le moto d’acqua, secondo assoluto. Su youtube c’è un video della sua intervista dopo la vittoria e pure qualche bel filmato della giornata. “Una gara perfetta ed una vittoria esaltante”. Commenta Pierangelo.
Intervista a Leonardo Tumiotto dell’Isola dei Famosi
Di Alberto Massignan
Tumiotto arriva nella città del Grifo una fredda mattina di fine dicembre. Scende dal SUV nero proprio di fronte alla piscina di Arzignano, dov’è chiamato a far da testimonial all’inaugurazione ufficiale dell’impianto. Poggia i piedi a terra e due ragazze gli sbarrano la strada: l’hanno riconosciuto al casello di Montecchio e inseguito in macchina fino a lì…
Plymouth – Banjul terminato con successo, Beppe ce l’ha fatta!
Di Alberto Massignan

1.100 euro per la vendita di un’Opel Kadett dell’89. E’ finalmente arrivata la simbolica coronazione dell’impresa compiuta da Giuseppe Criaco, montecchiano di 23 anni e primo italiano a partecipare, con successo, al Plymouth-Banjul challenge, la Parigi-Dakar alternativa. “Ci sono stati momenti in cui ho pensato di non poter più andare avanti e di essere costretto ad abbandonare la corsa”. Racconta Giuseppe “Ma non ho mollato. Essere arrivato in fondo ad una competizione così dura è motivo di grande orgoglio, però sono davvero felice solo ora che la macchina ha trovato un nuovo padrone e quella cifra potrà essere evoluta in beneficienza”.Dopo 21 giorni di rally, attraversando Marocco, Sahara Occidentale, Mauritania e Senegal, il Jamu Wachu Team di Beppe – composto anche dagli spagnoli Fran Rosa Calero e Didac González Sánchez – ce l’ha fatta. I tre sono riusciti a condurre il loro macinino da 200 euro dal confine spagnolo fino in Gambia, lasciandosi alle spalle il deserto e i mille imprevisti trovati sui 5.800 chilometri percorsi tra dune e sole cocente: le strade impraticabili, la sabbia bagnata che voleva inghiottire la loro vettura, gli “avvelenatori” di auto pronti a rubare il loro mezzo, gli 800 chilometri macinati in più del previsto per colpa del difficile orientamento. Gli ultimi sei giorni di viaggio l’alternatore del Kadett non caricava più la batteria, costringendo i tre a scambiarla più volte al giorno con quella di altri veicoli impegnati nella corsa. A più di una settimana dal loro trionfale arrivo a Banjul, la capitale del Gambia, la loro auto è stata battuta al migliore offerente . “La nostra Opel era rimasta invenduta durante l’asta generale, quando tra le altre auto arrivate a destinazione, non ha voluto saperne di accendersi. Dopo una piccola riparazione è giunta la notizia della vendita, e ora possiamo dirlo, la nostra impresa è veramente completa”.
Intervista a Claudio Pasqualin, il re dei procuratori italiani
Di Alberto Massignan
Toldo, Helveg, Montero,Vierchowod, Tassotti, Gattuso, Berti, Giovinco, Del Piero, Vialli, Bierhoff. Azzardare una formazione scegliendo tra i suoi tanti assistiti, vecchi e nuovi, non è certo facile. Laureato in Giurisprudenza, opinionista sportivo, appassionato di musica e di vini, Claudio Pasqualin è il re dei procuratori italiani.
Ci parla del contratto del millennio? Nel 1999 feci rinnovare ad Alex il contratto con la Juventus. Dieci miliardi di lire per cinque anni. Alla vecchia Signora l’affare costò 100 miliardi. Pensi che Moggi mi aveva proposto un ingaggio che partiva dai 400 milioni inizialmente fino a un miliardo e 200 milioni il quinto.
Mourinho ha affermato di non essere il più bravo allenatore del mondo, sebbene non ce ne siano migliori di lui. C’è qualcuno più bravo di lei nel fare il procuratore? Quello di Mourinho. Si chiama Jorge Mendez e gestisce tutti i portoghesi famosi.
Un montecchiano alla Parigi-Dakar alternativa
Un catorcio che non superi i 230 euro di valore, 20 euro di budget da spendere in caso di problemi tecnici e nessun tipo di assistenza fornita. Altro che i soliti pacchiani reality, questa è roba vera.
Sono solo tre dunque le regole che Giuseppe Criaco, castellano di 23 anni, prossimo ingegnere aerospaziale, dovrà rispettare per guidare un simpatico macinino fino in Gambia. Sarà il primo partecipante italiano al Plymouth-Banjul Challenge, un rally di beneficienza. Lo scopo dell’impresa infatti, sarà d’aiutare alcune organizzazioni benefiche che operano in Gambia, in Mali e in Azerbaigian. Una volta raggiunta la meta, l’auto sarà messa all’asta e i soldi impiegati per costruire acquedotti e scuole.
Bum bum Baldiotti: partenza razzo per l’Alte Ceccato
Sotto ai castelli, i sorrisi sono tutti giallorossi. Cinque vittorie su sei partite, sei punti negli ultimi due scontri diretti con Locara e Provese, miglior difesa del torneo con soli tre gol subiti: l’Alte Ceccato, solitaria, si trova al comando del suo girone di seconda categoria. Ottimo pure il cammino in Coppa Veneto, dove ha vinto quattro partite su cinque. Un inizio di stagione spettacolare, con risultati pesanti, che hanno esaltato il lavoro dell’allenatore Mariano Barbato: “Stiamo acquisendo consapevolezza delle nostre doti. La squadra è stata studiata per essere competitiva e i numeri ci stanno dando ragione”.
Stringe i denti il Montecchio delle ragazzine
di Alberto Massignan
Confermato l’allenatore del doppio play-off consecutivo, Andrea Callegaro, in casa Montecchio la rivoluzione è tutta sul parquet. Le partenze sono state numerose e pesanti, come quella di Chiara Davi, una delle manine più calde di tutta la B2, chiamata a giocare in serie A dal San Bonifacio. Via anche l’altra lunga, Sara Rossi, e indisponibile per questa stagione anche Ilaria Faedo. Altri due punti di forza, Nicole Zengiaro e Jenny Stilo, sono a mezzo servizio: la prima giocherà solo le partite in casa, la seconda è ancora ai box causa un grave infortunio al ginocchio. Solo una vittoria su quattro partite per l’inizio di campionato delle castellane: chiediamo al mister come gestirà questo nuovo ciclo.
Caccia all’accappatoio rosso nel centro di Padova
Di Alberto Massignan
In accappatoio rosso a piedi per Padova. Non sembravano i classici studenti appena laureati e festeggiatia ritmo di scherzi dagli amici, perchè troppo isolati, muti e apparentemente senza uno scopo. Così, in mezzo al quotidiano via-vai dei mercati patavini, la folla delle piazze è rimasta a guardare incuriosita, attirando pure l’attenzione della polizia. Mistero presto risolto, o meglio, mezzo risolto. Gli strani girovagatori, apparsi in più punti del centrocittà e riconoscibili perchè come unico capo d’abbigliamento presentavano un accappatoio rosso (con cappuccio saldamente in testa), sarebbero gli autori di una trovata pubblicitaria della quale gli stessi protagonisti non hanno voluto parlare. Contenti loro!
E intanto, su youtube, è partita la solita bagarre…

(foto Padova24ore.it)
Pericolo amianto alla vecchia Sumoto
Di Alberto Massignan
Dopo i recenti interventi di bonifica alla Ceccato e al vecchio deposito dei bus a San Vitale, a Montecchio scatta di nuovo la “psicosi amianto”. Un intero quartiere, quello a ridosso di via Borgo, a San Pietro, ha preferito non correre rischi e serrare porte e finestre, durante tutte le ore della giornata. E’ successo nei giorni scorsi, quando sono partiti gli interventi di rimozione della copertura in Eternit della vecchia Sumoto S.R.L..
Montecchio Calcio, comincia la nuova avventura
L’anno scorso, tra le 162 formazioni di serie D presenti in Italia, il Montecchio era stato premiato come la squadra più verde, con 21 anni e 4 mesi di età media. “Un orgoglio pari a quello di vincere un campionato”, aveva sostenuto in quella occasione il patron Aleardi, promettendo di mantenere quella stessa filosofia anche in futuro. Detto fatto, quest’estate ha lavorato perché al Cosaro si possa assistere al Montecchio più giovane di sempre.
Martino Lucatello, il Phelps di Arignano
Sotto il Grifo, piccoli Phelps crescono. Un pomeriggio d’agosto troviamo Martino Lucatello a casa: guarda le olimpiadi alla Tv e “studia” dai grandi, ma soprattutto si sta riposando dalle fatiche dell’ultima stagione agonistica. Cinque le medaglie conquistate in vasca corta, quest’inverno, a Rimini; tre, ma tutte del metallo più importante, quelle conquistate ai recenti campionati nazionali di Roma .
La Civica San Marco attacca l’Amministrazione Scalabrin
Di Alberto Massignan
A Montecchio Maggiore esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B. E’ l’accusa indirizzata all’attuale amministrazione Scalabrin dalla Civica San Marco. Una discussione, quella sul regolamento sociale e i parametri abitativi, che è stata portata in Consiglio Comunale attraverso un ordine del giorno sottoscritto da tutti i gruppi di minoranza. “Non ci hanno nemmeno ascoltati”- Ha dichiarato Livio Merlo, portavoce della lista civica. “Da quattro anni lottiamo contro questi regolamenti, perché sanciscono discriminazioni tra italiani e stranieri, con i cittadini montecchiani svantaggiati rispetto ai residenti extracomunitari”.
Nicole ama la salita
Comincia la salita e le altre si staccano. Pedala davvero forte Nicole Tovo, 15enne di Montebello, che dai puliti parquet di pallacanestro ha deciso di cambiare sport, dedicando anima, gambe e cuore agli sterrati e fangosi percorsi della mountain bike. Corre da meno di un anno e le prime soddisfazioni sono già arrivate: prima il quinto posto alla Via dei Berici e terza all’importantissimo giro del Veneto.
Giorgia Peretti, da Arzignano, ha partecipato a “Chi vuol essere milionario? “
Di Alberto Massignan
Per alcuni il più appassionante, per molti il più celebre; per i più pragmatici, quello che ti fa vincere di più, un milione tondo tondo. Come spesso succede per le trasmissioni di successo, la formula di “Chi vuol essere milionario?” è semplice ed essenziale: quindici domande a risposta multipla. Se risposte correttamente, permettono di scalare un montepremi progressivo che arriva fino alla fatidica cifra, sei zeri in grado di stimolare l’attività onirica di qualsiasi telespettatore.
Enrico Alfonso, esordio in nazionale U21 al torneo di Tolone
Di Alberto Massignan
Una convocazione per sognare Pechino. Il nome di Enrico Alfonso, giovane portiere castellano che aveva cominciato la stagione tra le file dell’Inter, spicca tra i convocati da Pierluigi Casiraghi per il torneo preolimpico di Tolone, in Francia. Siamo riusciti a sentirlo dalla sua camera d’albergo all’indomani della partita contro la Turchia, vinta dall’Italia per 2-1. Il portiere ex-Alte Ceccato ed ex-Montecchio è sceso in campo dal primo minuto: “Un’emozione particolare, una chiamata tanto inaspettata quanto importante per il mio morale e la mia carriera”.
I pacchi di Angelo Pace: gli euro vinti sono 20.000!
Di Alberto Massignan
“E’ stato come realizzare un piccolo sogno”. Racconta Angelo Pace, colui che sotto i castelli, da semplice messo comunale, per i suoi concittadini è diventato l’ “uomo dei pacchi”. “Nella vita ho scoperto che la verità è in esilio, bisogna sempre cercare la fortuna e aver coraggio”. Afferma convinto il montecchiano, di origini abruzzesi, che in paese ha trovato l’amore, il lavoro e messo su famiglia. Forse i 20.000 euro intascati ad “Affari Tuoi”, la trasmissione di Raiuno, non gli permetteranno di vivere il resto della vita ai tropici; ma qualcosa nella sua quotidianità è cambiata, specie in termini di celebrità.
Euforia Biancorossa: vita di club
Di Alberto Massignan
Il giullare sorridente è il loro simbolo da vent’anni. I colori naturalmente, sono il bianco e il rosso. L’ “Euforia” è uno di quei gruppi di supporter che hanno fatto la storia in curva sud al Romeo Menti, facendo partire i loro cori sempre dalla stessa posizione, dietro la porta, poco più in alto. Quello il loro posto: “Quando abbiamo formato il nostro gruppo volevamo dar vita a qualcosa di nuovo”.
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