Di Alberto Massignan
Mi faccio l’orto in città. Evidentemente non ci hanno pensato su due volte, e armati di zappa, vanga e quant’altro, hanno trasformato l’argine abbandonato del Chiampo in un piccolo appezzamento coltivato a pomodori, zucchine e peperoni, con i tipici zoccoli “da coltivatore” sempre pronti all’uso e parcheggiati al limitare delle coltivazioni. Nella terra demaniale “di mezzo”, proprio a lato del parcheggio Destra Chiampo, è nato così un orto abusivo, che un gruppo di residenti ( a detta dei vicini, si tratterebbe di una famiglia di immigrati extracomunitari) cura meticolosamente dagli inizi di aprile, dedicandosi con passione alla salutare attività.
I lavori di preparazione non devono essere stati semplici, dato che per irrigare le piantine i protagonisti della vicenda si sono dati da fare scendendo nel letto del torrente, prendendo i sassi più grandi e formando una piccola diga di contenimento dalla quale attingere l’acqua. Usando una pompa, ora possono innaffiare la terra con la classica canna da giardinaggio: nella piccola giungla stanno diventando maturi i pomodori e verdeggiano le cime di basilico e prezzemolo. Qualche vicino, che assiste giorno dopo giorno alla crescita delle coltivazioni, non ha tardato a chiedersi se tutto ciò sia lecito e permesso, visto che l’orto è curiosamente nato proprio sotto l’occhio delle telecamere installate recentemente dal Comune per “prevenire fatti illeciti”. Ma questo fazzoletto di terra è piaciuto anche in Municipio, tanto che il Sindaco Fracasso vorrebbe rilanciare questa esperienza “fai da te” con una regolamentazione che partirebbe dopo l’estate. “Meglio i pomodori che i sacchetti di rifiuti” è anche il motto dell’assessore Gianfranco Signorin. “Non c’è degrado estetico e sotto il profilo dell’ordine pubblico non si assiste ad alcun tipo di problema.”
Coltivare l’orto pare infatti sia un vero toccasana contro lo stress dei cittadini. E’ quanto afferma la Coldiretti nel fare luce sulla nuova passione diffusa su ben quattro italiani adulti su dieci, che secondo l’Istat, si dedicano al giardinaggio o alla cura dell’orto. Un hobby che attira ugualmente maschi e femmine, con l’interesse che coinvolge quasi la metà degli over 65. “Sono oltre 100 milioni le piantine acquistate per essere utilizzate in coltivazioni domestiche con una previsione di fatturato pari a oltre 200 milioni di euro e una netta prevalenza delle erbe aromatiche, ma anche con una significativa crescita per gli ortaggi. Le piantine più richieste – continua l’organizzazione – sono quelle di insalata perché sono semplici da coltivare e garantiscono il raccolto dopo appena 40 giorni, con un costo di pochi centesimi di euro. Molto gettonate al vivaio sono anche le piantine mignon di pomodoro.”
Piuttosto che trovarci l’ennesima discarica abusiva di rifiuti, preferiamo indubbiamente goderci la vista di un orto ben coltivato – ha commentato con un pizzico d’ironia il Sindaco di Arzignano Stefano Fracasso – Per ora non abbiamo motivo di intervenire, male queste persone non fanno, perché di fatto l’orto non reca alcun danno o disagio al Comune e ai cittadini. Il terreno inoltre è demaniale, e non è sottoposto al diritto di usucapione. Ad ogni modo prendiamo atto di questo fenomeno che interessa davvero gli arzignanesi, dato che negli ultimi anni c’è stato più di qualche altro caso simile, ad opera di qualche anziano. Penso l’idea si possa sviluppare promuovendo un’iniziativa che coinvolga le famiglie, affidando loro dei pezzettini di terreno dei quali prendersi cura: dopo l’estate incaricherò l’assessore Stefano De Marzi di preparare a proposito un regolamento adeguato, per incentivare l’utilizzo del territorio.