Di Alberto Massignan
Disporre di una corriera privata, che sia pronta ad inforcare tutte le scorciatoie possibili, per arrivare direttamente a scuola senza ulteriori fermate. A confessare il proprio sogno, è un sedicenne iscritto all’istituto per geometri Canova. Edoardo è uno tra i primi studenti in tutta la provincia di Vicenza a mettere piede su un autobus del servizio scuole provinciale: lo prende in contrà Colombara a Crespadoro, due minuti dopo le ore sei. Cento secondi più tardi, l’autobus arriva nel cuore del paese. La piazza è buia e deserta, il silenzio è rotto solamente dal rumore degli scooter degli altri protagonisti delle levatacce più dure che la vallata ricordi.
Giada, secondo anno al Fogazzaro, si alza ogni mattina alle 5.30. E una volta salita in corriera, non può nemmeno lamentarsi con la ragazza che le siede accanto, Benedetta, che ha già percorso più di 11 chilometri per arrivare alla stessa fermata. “Abito a Campodalbero “– dice la ragazza – “E per non perdere la corriera devo mettere la sveglia alle 5.” Non se la passano meglio Erik, in prima al Lampertico, ed altri tre studenti del Canova, Davide, Pierluigi e Niccolò: sveglia nel cuore della notte anche per loro, poi giù di corsa alla fermata con la testa ancora tra cuscino e coperte. “L’anno scorso si poteva prendere l’autobus alle 6.20.” Racconta Niccolò “Ora, grazie ai pasticci combinati dalle scuole e gli orari delle corriere inadeguati, dobbiamo essere per strada mezz’ora prima. La beffa più grande sta nel trovare le strade totalmente vuote e raggiungere Vicenza in un baleno. Le lezioni cominciano alle 7.40, noi siamo fuori dai cancelli alle 7.10, a buttare via un’altra mezz’ora . Con la corriera successiva, purtroppo, non si arriva in classe in tempo.” L’autobus scende le curve della valle, e con le fermate di Molino e San Pietro la corriera comincia a riempirsi. Ma è il silenzio a farla da padrone, dividendo gli studenti in due categorie, entrambe mute: quelli che dormono e quelli attaccati al fedele lettore Mp3. Nemmeno un libro aperto tra le gambe, il buio di certo non aiuta la lettura: “Impossibile studiare la mattina presto” Dicono Marta e Katia, di Altissimo “Ci aspettano sei ore di scuola, il pensiero di aggiungerne un’altra non ci passa certo per la testa”. Pierluigi, a bordo già da Crespadoro, manda invece i pensieri al viaggio del ritorno: “Oggi, alla meno peggio, mi siedo a tavola alle tre e un quarto. Il viaggio al contrario è addirittura peggiore, più lungo e con le corriere affollate, un vero incubo”. Katia aggiunge: “E se la corriera arriva a Chiampo in ritardo, perdiamo l’unica coincidenza per l’Alta Valle, alle 14.30. Quella successiva è alle 17.10. Per non perdere la giornata dieci chilometri più giù, chi può chiama i genitori per venire a farsi prendere in auto.”
Nessuno tra i ragazzi di Crespadoro frequentanti istituti superiori cittadini è iscritto alle classi quarte e quinte. Il dubbio che la situazione non sia frutto solo di una forte coincidenza, ma di un gettare la spugna di fronte alle grosse difficoltà, resta grande. “Il disagio per questi ragazzi è alto, ci vuole notevole sacrificio nel compiere azioni quotidiane che per chi vive in città possono risultare normali.” Dichiara Giampietro Dalla Costa, presidente della Comunità Montana Agno Chiampo. Riguardo alla situazione attuale, precisa: “E’ triste notare come le cose siano cambiate in peggio a distanza di vent’anni: anch’io ho studiato al Canova, ma mi svegliavo alle 6.30 e tornavo a casa alle 14.00. Gli studenti, oggi, ci perdono più di due ore al giorno. Chi ha proposto le modifiche agli orari scolastici e quelli delle corriere, deve mettersi una mano sulla coscienza e capire che vita fa fare a questi ragazzi”. Tra le probabili soluzioni al problema, il presidente ripropone la formula già proposta qualche mese fa e mai presa in considerazione: “Un biglietto unico provinciale per tutti gli studenti. Sarebbe un segnale di attenzione verso i problemi dei ragazzi e delle famiglie.”
le alzatacce temprano il carattere e la volontà. Facevo altrettanto anch’io quarant’anni fa quindi vi assicuro che fanno bene. Di questi tempi sono anzi utilissime. Per il vostro futuro. Quando andavo a scuola io mi era chiaro e delineato, oggi no quindi…..approfittatene. Siete dei privilegiati rispetto a chi abita di fronte alla scuola che frequenta.
Credetemi.Di alzatacce non è mai morto nessuno, di rientri alla stessa ora, purtroppo, sì. E tanti.
Buona fortuna e fate tesoro di quel che vi ho scritto.