Migliora l’aria di Chiampo. Ma i nasi chiampesi?
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di Alberto Massignan
Negli ultimi dieci anni la salute dell’aria di Chiampo è nettamente migliorata: a dirlo sono i risultati del monitoraggio che l’Agenzia Giada ha condotto nei paesi che fanno parte del distretto della concia. “Nella valle del Chiampo il fattore di emissione solventi è sceso da un valore di 146 all’attuale 44, più di tre volte sotto il limite imposto dalla legge”. Ha fatto sapere il dottor Andrea Baldisseri, che ha seguito l’indagine per il Giada. Sempre parlando di numeri, queste tonnellate di composti organici volatili, emessi direttamente dalle concerie, si soni ridotte dalle 18.500 del 1996 alle 7.300 del 2006. Dal 2001 inoltre, dopo l’installazione di alcune centraline fisse, è stato possibile condurre un monitoraggio paese per paese.
Sono state poste in tre tipi di zone: quelle abitative, quelle a mezza via e quelle situate nei punti caldi, ovvero nel cuore delle zone industriali. Venendo al dunque, le centraline di Chiampo parlano chiaro: prendendo i dati più elevati, in una zona abitativa nel 2001 c’erano 66 microgrammi di solventi per metrocubo, ora ce ne sono 39. Il numero s’è limato da 56 a 37 microgrammi in una zona intermedia e in uno dei punti caldi si è passati da 83 a 53 microgrammi.
Eppure i dati 2006, a prima vista un po’ di paura la mettevano: analizzando i dati anno per anno, l’inquinamento relativo alla concia sembrava tornare per Chiampo in leggero aumento. Nel 2005 lo stesso punto abitativo citato prima registrava il dato 34, il secondo 35, il terzo 54. Ma a rassicurare sulla situazione è intervenuto lo stesso Baldisseri: “Parlare di pochi milligrammi di solvente per metrocubo non è significativo e soprattutto non percepibile dai residenti. Non bisogna spaventarsi solo perché in un anno la situazione è lievemente peggiorata. La quantità di inquinamento eliminabile è stata ridotta il più possibile, è difficile prevedere ulteriori miglioramenti. Lo sforzo ora dovrà esser fatto per mantenere stabilità e costanza in questi risultati. Come quota indicativa, per un’aria di buona qualità è bene tenersi al di sotto dei 50 microgrammi di solventi per metro cubo; a Chiampo si rientra nel limite a parte in un punto, e il paese è sicuramente in tendenza con tutti gli altri del distretto.” Niente bollino rosso dunque, come è toccato invece a 3 punti caldi nelle zone industriali di Arzignano (137), Zermeghedo (119) e Montorso (176). Baldisseri conclude infine citando i mezzi con cui questi risultati si sono raggiunti: “Autoregolazione delle emissioni e controlli puntuali da parte nostra. Va dato merito alle aziende di essere state in grado di mettersi in riga ancor prima che siano intervenuti regolamenti regionali, limitando da parecchi anni le emissioni, portandole al di sotto dei livelli più dannosi. E’ chiaro che l’inquinamento dei paesi è pesantemente influenzato dalla presenza delle concerie, ma gli sforzi fatti per migliorare la qualità della salute dell’aria vanno apprezzati.”
Dopo l’analisi dell’esperto, tocca a chi vive e lavora a Chiampo decretare la sentenza: negli ultimi anni l’aria è diventata più respirabile? La parola a 6 negozianti del centro.
“Lavoro qui in centro giusto da 6 anni, e devo ammettere che molti odori che si sentivano quotidianamente sono spariti.” Dice Maurizio Priante. “Ma il problema non è risolto del tutto, anche l’altro giorno è scesa nell’aria un’acidità davvero fastidiosa e non se ne andava più. Probabilmente colpa dell’alta pressione, che dalla zona industriale porta in centro questi odori. Chi viene da fuori paese riesce sicuramente a percepire meglio l’eventuale inquinamento nell’aria.”
“Ho sentito anch’io la puzza di cui parlava il mio collega” Conferma Graziella Fracca, del negozio vicino. “Ad ogni modo è stato un episodio, solitamente non ci si può lamentare, almeno qui nel centro. In altre zone del paese, vicino alle concerie, è invece lampante che la situazione non è buona.”
“Da qualche anno, da quando sono state trasferite le aziende situate poco distanti dal centro, l’aria è certamente migliorata. Qui in piazza odori non se ne sentono più.” Ha raccontato Mirko Fochesato.
Tamara Mauro pensa invece che la semplice abitudine stia “distraendo” i nasi chiampesi: “Personalmente concordo che in centro non si senta più di tanto puzza o aria inquinata. Ma la prova del nove è semplice: se si sta via una settimana in vacanza e poi si torna in paese, ci si accorge immediatamente che la qualità dell’aria cambia. Probabilmente i nostri nasi si sono abituati a questo tipo di atmosfera, e degli odori non ci si accorge nemmeno più.”
“Il centro fortunatamente è salvo.” Dice Giuseppe Bertoldi “Come qualcun altro ha detto, lo spostamento di alcune concerie verso la zona industriale ha giovato parecchio per gli abitanti e i negozianti dei dintorni. Sarebbe interessante sapere però, il parere di qualche negozio che sta più a contatto con le concerie.”
L’ultimo negozio prima della zona industriale di Chiampo è situato in via Cima Telegrafo. Erica Tadiello ci lavora, ed ha fatto sapere: “Fortunatamente anche qui non si sente la puzza o i cattivi odori, mi sembra la situazione sia nella normalità. Certo, basta scendere di un chilometro in zona industriale, al limite col comune di Arzignano, per trovare alcuni punti dove anche in macchina l’aria diventa irrespirabile.”
“I risultati attuali sono soddisfacenti, non ci resta che continuare su questa strada”. Ha affermato l’assessore all’ambiente Francesco Celsan. “Chiampo paga scelte storiche importanti. Se da un lato le concerie hanno portato ricchezza e sviluppo, ora è chiaramente impossibile che nei dintorni ci sia profumo di ciclamini.” Poi aggiunge:“Sappiamo che il problema non è risolto del tutto, perciò stiamo mettendo in atto azioni di risanamento nei punti residenziali dove l’inquinamento è più pesante, come la zona della Filanda, da dove arrivano numerose segnalazioni. Sono interventi molto difficili, dato che la situazione varia anche a poche centinaia di metri di differenza.” Riguardo ai commenti dei commercianti, Celsan conclude: “Contento che il centro non soffra più di tanto, lo spostamento delle concerie di via Pieve ha giovato molto sulla salute del paese intero. Entro il 2010 se ne dovranno andare pure gli ultimi capannoni rimasti nei dintorni, situati in via Pace.”
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