“Il sole è spietato, non ti aspetta mai. Le ombre girano velocemente e diventa necessario rincorrerle”. Racconta Renzo Pagliarusco, pittore castellano che festeggia proprio nel 2007 i quarant’anni dalla sua prima tela. “Me la regalò mio padre, nel 1967, e da lì la passione non s’è mai fermata.”
Ceramista e serigrafo di professione, Renzo raccoglie molti dei suoi dipinti in uno studio, all’ultimo piano della sua abitazione, poco distante dal centro di Montecchio Maggiore: “Ma la mia vocazione è quella di dipingere en plain air, perciò ritengo il mio vero studio sia sul campo.” Tiene a precisare Renzo. “Mi piace scoprire Montecchio dipingendola: è la città dove vivo e ho scelto di setacciarla a fondo a piedi, guardandola in ogni angolo, in orari sempre diversi, in tutte le stagioni. Quando un soggetto mi colpisce o un paesaggio mi piace particolarmente torno a casa, preparo angolo e colori. Decido a quale ora la luce dovrebbe essere speciale e raggiungo il posto appena possibile.”
Che tipo di pittura prediligi?
Credo che la chiave di volta di tutta la pittura sia il colore, capace come nessun’altra cosa di trasmettere emozioni. Ho attinto molto dai segreti degli impressionisti, ma mi considero un artista in movimento: raccolgo tutti gli insegnamenti e le innovazioni portate da altri gruppi di pittori nati storicamente più tardi.
Quali sono i tuoi soggetti preferiti?
Di sicuro le ville, mi piace l’idea che ispirano. La loro architettura mi trasmette armonia, che unita al valore storico non può non colpire l’osservatore. L’ambiente crea un’atmosfera di pace, mentre dipingo riesco a viaggiare con la mente.
Le tue tecniche?
Sono fedele ai colori ad olio. Mi ritengo un pittore figurativo ma la tecnica può variare ed essere più o meno istintiva. Dipende dal tempo che ho a disposizione, dalla luce, dall’ispirazione. Guardando da molto vicino le mie pennellate sembrano solo colore buttato di getto, ma allontanandosi dalla superficie del quadro i soggetti si ricompongono. La ricerca nel creare quest’effetto mi appassiona.
Provi sensazioni particolari davanti alla tela? Hai un tuo quadro preferito?
Ogni quadro che dipingo possiede qualità diverse e personali. Riesco a ricordare con precisione i momenti in cui è stato fatto e le sensazioni che mi hanno spinto a scegliere forme e colori.
Come si impara a dipingere?
Penso che in quest’arte non si abbia l’obbligo dell’accademia, che sicuramente però serve e insegna molto. Ma penso che la cosa più importante sia la costanza, il desiderio di non fare tutto subito ma di emergere seguendo un percorso. Ho sempre trascorso molto tempo sulle tele e viaggio spesso. Le mie vacanze significano fare 15 o 20 giorni all’estero, spesso in Francia o in Germania. Porto con me la mia attrezzatura e posso sfogarmi su paesaggi sempre nuovi.
Conosco Renzo da molti anni e posso considerarlo un persona molto speciale.
Guardando le sue tele e guardando quelle dei Grandi Maestri del passato (mi riferisco a Monet, Cèzanne…..)
si provano le stesse forti emozioni.
E’ semplicemente Grande!
Renzo mi ha iniziato alla pittura, prima insegnandomi il disegno e poi i colori. Gli sono molto grata per la sua disponibilità, per la sua pazienza e la capacità di trasmettermi il suo sapere con una passione e una gioia sempre nuove.
Grazie Renzo.