Serbi vicentini a fianco di Tadic
Di Alberto Massignan
Gli elettori serbi della provincia di Vicenza si sono schierati a favore dell’integrazione europea di Boris Tadic. Questo almeno il verdetto emerso nella giornata di domenica dalle urne arzignanesi, protagoniste tra l’altro di una particolarità: in tutta Europa infatti, quello di via Cappuccini è stato l’unico punto di raccolta allestito al di fuori di ambasciate o consolati dove svetta la bandiera di Belgrado.
Assieme alle maggiori capitali e città europee dunque, Arzignano, con Roma, Milano e Trieste (uniche città italiane dov’era possibile votare) ha visto da vicino lo svolgersi delle elezioni presidenziali che si stanno tenendo nella Repubblica Serba: “Nella provincia di Vicenza c’è un’altissima concentrazione di cittadini serbi” Spiega Nikola Pavlovic, presidente dell’Associazione Culturale Serba di Arzignano. “Un seggio situato in mezzo a così tanti residenti ha permesso loro di votare senza fare centinaia di chilometri”. Ma l’affluenza, ad ogni modo, è stata piuttosto bassa: dei 1072 aventi diritto di voto, solo 265 hanno espresso la propria preferenza su chi tra i nove candidati in lizza vorrebbero a guida del proprio paese. “Un grosso problema è stata la mancanza d’informazione: molti serbi non sapevano di doversi iscrivere agli elenchi in consolato entro dicembre, e più di un centinaio di cittadini arrivati ad Arzignano se ne sono andati senza poter votare. Abbiamo fatto il possibile per raccogliere le loro iscrizioni, che giungeranno a Trieste e poi a Belgrado prontamente. Quasi di sicuro però, la burocrazia non permetterà a queste persone di votare per il ballottaggio”. E’ di ballottaggio infatti che si parla su tutte le testate e telegiornali serbi ed europei: i due candidati più quotati alla vigilia, il radicale Tomislav Nikolic e l’attuale presidente serbo, il liberale Boris Tadic, hanno raccolto circa il 39,6 percento e il 35,9 percento dei voti. Una tendenza completamente invertita per gli elettori serbi residenti fuori dai confini della madrepatria: come in Europa quanto in America e in Australia, ad Arzignano il filo-europeo Tadic ha raccolto più voti rispetto a Nikolic, esattamente 134 contro 89. Una manciata di preferenze invece per gli altri sette candidati. In totale, ha votato il 61,6 percento della popolazione serba, ma come già detto, a Vicenza la percentuale si ferma attorno al 26%: “Se c’è da trovare una spiegazione a questo dato la si deve cercare nel passato”. Continua Pavlovic, presente tra l’altro tra i commissari del seggio. “Molte persone hanno perso fiducia dopo i brogli elettorali avvenuti mentre Milosevic era al potere. Penso che in generale, come accade un po’ in Italia, la gente ha perso un po’ di fiducia nella politica. Ad ogni modo rinnovo l’invito di presentarsi al ballottaggio del 3 febbraio che decreterà la nuova guida del nostro governo. ”
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