Di Alberto Massignan
Il giullare sorridente è il loro simbolo da vent’anni. I colori naturalmente, sono il bianco e il rosso. L’ “Euforia” è uno di quei gruppi di supporter che hanno fatto la storia in curva sud al Romeo Menti, facendo partire i loro cori sempre dalla stessa posizione, dietro la porta, poco più in alto. Quello il loro posto: “Quando abbiamo formato il nostro gruppo volevamo dar vita a qualcosa di nuovo”.
Spiega Giulio Sartori, il presidente di Euforia Biancorossa. “Il nostro scopo non è quello di prendere l’abitudine di ritrovarsi allo stesso bar e bere qualcosa insieme. Per noi il tifo è seguire e supportare la squadra in prima persona, in ogni momento, soprattutto nelle trasferte”. Sono proprio i lunghi viaggi ad aver caratterizzato la vita del club, specie negli anni del grande Vicenza di Francesco Guidolin. Storico quello fatto per assistere alla finale di Coppa Italia a Napoli, dov’è stato organizzato il primo volo charter della loro storia: “Un’emozione unica, un’esperienza mozzafiato. Arrivammo allo stadio molto prima rispetto agli altri supporter, bloccati dai ritardi dei ferrovieri. Appena salita la gradinata siamo stati accolti dagli 80.000 del San Paolo che saltavano e cantavano “Chi non salta è un vicentino”. Per qualche minuto siamo rimasti terrificati, come in gabbia. Eravamo solo in 150 contro quel muro blu, ma appena calmati i loro cori, abbiamo preso a sostenere la nostra squadra con tutto il fiato in gola, con orgoglio, da li fino alla fine. Poi al ritorno sanno tutti com’è andata”. L’Euforia ha organizzato pure due lunghe trasferte continentali per la Coppa delle Coppe, sempre in aereo: a Londra per giocare contro il Chelsea e in prima in Olanda per il match contro il Roda. Il presidente racconta un aneddoto proprio legato a questa partita: “Il quarto gol lo segnò Marcelo Otero, che venne sotto la curva in delirio, lanciando un gesto particolare verso i suoi tifosi. Era un ringraziamento per il nostro gruppo, in settimana aveva promesso – Se segno, il gol lo dedico a voi -. Era stato presente ad una nostra festa e s’era divertito tantissimo, da persona davvero sincera, semplice e simpatica qual è. Quella sera lo prendemmo davvero tanto in giro, aveva mangiato anche “el bueo” del cotechino…”.Il presidente ricorda poi quando fino a qualche anno fa, in occasione delle grandi partite, in piazza Carli a Montecchio si trovavano a partire anche 5 o 6 pullman pieni zeppi di tifosi “Euforici”: “Si sa, ora è un momento difficile per le tifoserie, soprattutto per chi gioca in serie B, la più maltrattata. E’ impossibile seguire la propria squadra il sabato, specie in trasferta. Molti come me hanno problemi di lavoro”. Sfogliando le vecchie foto infine, tra i volti più cari Sartori indica quello di Pieraldo Dalle Carbonare: “Un uomo speciale, oltre che un grande presidente. Ha promesso di tornare e noi lo stiamo aspettando. Tutta Vicenza è una città con la dinamite sotto, aspettiamo solo che qualcuno accenda la miccia e ci faccia sognare ancora”.