Alberto Massignan’s Gazette

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Valeria, Pechino ti attende… La Zorzetto si prepara alla sua seconda Olimpiade

Di Alberto Massignan

A 39 anni, la castellana Valeria Zorzetto si prepara ad affrontare la seconda olimpiade della sua carriera. Costretta sulla sedia a rotelle dopo un grave incidente, ha sfogato la sua grinta e la sua voglia di combattere nel tennis tavolo, fino a conquistare la medaglia d’argento nelle scorsa edizione delle paraolimpiadi, disputatesi in Grecia. A settembre volerà a Pechino per difendere il podio di quattro anni fa, con la consapevolezza che oggi, l’oro è un traguardo raggiungibile.

La medaglia d’argento di Atene, quattro anni dopo, le pare buona solo da lucidare. Una delle caratteristiche di Valeria Zorzetto, comune a molti altri campioni dello sport, è quella di non accontentarsi mai: dalla soddisfazione ellenica del 2004 in poi, ha continuato a tirare sberle a destra e a manca come se niente fosse, imponendosi in numerose altre competizioni svoltesi dentro e fuori dai confini nazionali. A Montecchio hanno imparato a conoscere tutti la storia di questa ragazza tenace, che dopo il gravissimo incidente accadutole nel 1990, ha trovato nel tennis tavolo uno sport capace di appassionarla e regalarle sensazioni uniche. A 39 anni, Pechino con i suoi cinque cerchi colorati la chiama, le avversarie storiche già temono il suo nome, attualmente stampato per secondo nel ranking mondiale di categoria. La castellana risponde all’appello caricata a mille, pronta per imbarcarsi, questa volta da veterana, sull’aereo che la porterà in Cina, dove si giocherà la seconda paraolimpiade della carriera. La Zorzetto decollerà assieme alla spedizione azzurra il 7 settembre, portandosi appresso una valigia di emozioni, pensieri e soprattutto convinzioni grande così.

Valeria, stai provando qualcosa di diverso a distanza di 4 anni dalla prima paraolimpiade?

Quella di Pechino sarà la mia prima esperienza al di fuori del continente europeo: la lontananza geografica è già di per sé una nuova avventura, sarà molto bello esprimermi in un contesto del tutto nuovo. E poi le olimpiadi danno sensazioni forti, l’emozione è tanta. E la voglia di fare bene pure.

Senti di avere la possibilità di confermarti tra le più forti al mondo?

Ci sono un po’ di considerazioni da fare. Ad Atene arrivai alle fasi finali come ultima qualificata; dalle poche speranze che avevo sono finita a giocarmi la medaglia d’oro, forse perché giocavo con la consapevolezza di non aver niente da perdere. Ora invece sono passata come seconda, e nel tabellone dovrei trovarmi molte atlete che sulla dovrebbero essere più abbordabili. Da una parte dovrei stare più tranquilla, dall’altra invece ho un po’ di timore. Non sono più un outsider, le mie rivali mi conoscono e mi affronteranno al massimo delle loro capacità. C’è poi da dire che alle olimpiadi non esistono atlete poco brave, sottovalutare le avversarie sarebbe solo un errore.

Dicci la verità, le tue aspettative?

Punto al podio, inutile nascondersi, ma so che sarà durissima.

Quanto ti stai allenando?

Tre o quattro volte la settimana, due ore e mezza per allenamento. Ma sto aumentando, arriverò sicuramente a cinque o sei giorni di lavoro su sette, per preparare al meglio l’olimpiade.

Tecnicamente ti senti cresciuta? Hai preparato qualche trucco, mossa, segreto?

Sento di aver acquisito molta più sicurezza nei colpi, quattro anni fa non ero a questi livelli. La mia arma vincente è sicuramente il dritto, lo eseguo forte e sempre in cerca del punto. In merito a ciò, il mio allenatore avrebbe qualcosa da ridire… Spesso si arrabbia per questa mia fissazione: mi insegna a preparare il punto con calma e lavorare su ogni giocata, mentre io spesso non riesco ad aspettare e cerco subito di incrociare la pallina. Ultimamente ho pure migliorato il rovescio e imparato colpi che non avevo, come le smorzate, le palle corte e qualche servizio più incisivo. Le potenzialità per far bene ci sono.

Una tua opinione sulle polemiche che riguardano l’edizione dei giochi 2008?

A me dispiace molto dei problemi legati alla nazione cinese, è risaputo che là i diritti umani non sono assolutamente rispettati. Ma d’altra parte non vedo cosa centriamo noi atleti, che ci prepariamo a quest’evento da tanto tempo: rinunciare non ci pare giusto. La colpa più che altro sarebbe di chi ha deciso di assegnare alla Cina le olimpiadi, scelta assolutamente non condivisibile.

Giugno 4, 2008 - Pubblicato da bertoal | Corriere Vicentino, Montecchio Maggiore, Sport | , , , , , | No Comments Yet

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