Martino Lucatello, il Phelps di Arignano
Sotto il Grifo, piccoli Phelps crescono. Un pomeriggio d’agosto troviamo Martino Lucatello a casa: guarda le olimpiadi alla Tv e “studia” dai grandi, ma soprattutto si sta riposando dalle fatiche dell’ultima stagione agonistica. Cinque le medaglie conquistate in vasca corta, quest’inverno, a Rimini; tre, ma tutte del metallo più importante, quelle conquistate ai recenti campionati nazionali di Roma .
“E’ stata un’annata diversa e molto faticosa rispetto alle altre.” Ha detto il bambino d’oro arzignanese. “Ma è finita nella miglior maniera possibile, mi ritengo pienamente soddisfatto dei risultati raggiunti”. Per Martino infatti, quello appena trascorso è stato un anno di transizione. Nonostante la giovane età e le numerose importanti vittorie alle spalle, gli si apriva una nuova avventura, con l’ unico scopo quello di restare ancora al top. Ha infatti dovuto salutare la società e il vecchio maestro, Beppe Martini, per approdare alla Leosport Creazzo, dove viene seguito da Alberto Burlina: “Da quest’anno avevo bisogno di allenamenti specifici e molto più accurati, ho passato 6 giorni su 7 sempre in piscina, tra vasche e bracciate. Ma sono stato fortunato, ho trovato un ambiente accogliente, in squadra ho degli amici molto simpatici con cui è nato subito un legame importante”. A primavera è arrivata la prima competizione che conta, i nazionali in vasca corta, in Romagna: Martino stravince i 50 e i 100 stile, suoi anche i 100 delfino; un argento nei 200 delfino e bronzo nei 200 a stile libero. “C’è stato un cambio di rotta improvviso nella scelta delle discipline su cui lavorare: da sempre pensavo che il dorso fosse il mio punto di forza e lo stile quello debole. Invece mi sono riscoperto fortissimo proprio nel crawl.” La riprova è arrivata ad agosto: a Roma Martino, stavolta nella vasca olimpionica, è salito sul gradino più alto nei 50 e 100 stile oltre ai 100 delfino, le stesse misure che aveva dominato qualche mese prima. “Mi è dispiaciuto non poter fare le altre gare, non c’è stata possibilità perché erano troppo ravvicinate. Mi sono dovuto accontentare”. Ora il quattordicenne di Arzignano riposa, lo aspetta la stagione della riconferma. La tabella di marcia è già segnata: “Penso dovrei migliorare di più sotto il profilo tattico, usare bene la testa durante la gara. A volte tengo un passo troppo forte e non è corretto. Anche in palestra devo lavorare molto, e speriamo pure di crescere qualche centimetro, in acqua mi aiuterebbe molto!”. Troppo semplice la risposta quando invece gli si chiede se alle Olimpiadi, magari quelle di Londra 2012, ci stia facendo un pensierino. Martino avrebbe 18 anni: “Ora è presto, non so se ci sarà una possibilità del genere, di sicuro è un sogno. Certo che guardando Micheal Phelps viene una certa voglia… ”
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