La primavera arriverà presto, lui è pronto a bramire ancora più forte. L’anno in corso potrebbe davvero essere quello di Pierangelo Orso, 43enne montecchiano che nel 2008 si è classificato terzo assoluto nel Campionato Italiano di Moto d’Acqua Endurance 4 tempi. Il fiore all’occhiello della sua splendida stagione è stata la vittoria del 66esimo Raid Pavia Venezia, tenutosi ad ottobre, una pazzesca corsa di 400 chilometri condotta percorrendo il Po da ovest verso est. Per l’acquabike questa competizione rappresenta il trofeo più prestigioso a livello internazionale, ed il pilota castellano si è classificato primo tra le moto d’acqua, secondo assoluto. Su youtube c’è un video della sua intervista dopo la vittoria e pure qualche bel filmato della giornata. “Una gara perfetta ed una vittoria esaltante”. Commenta Pierangelo.
Quali sono le difficoltà di una corsa del genere?
Sotto il punto di vista tecnico sei sollecitato per tre ore, nelle quali devi sempre spingere al massimo e restare concentrato. Poi bisogna prestare molta attenzione al percorso, non sei in pista, in un raid così lungo il tasso d’imprevedibilità è enorme, mentre sei a tutta velocità puoi trovarti dei tronchi a pochi metri dalla moto.
La mossa che ti ha consentito di arrivare davanti a tutti?
Mi sono preso parecchi rischi. Non si corre tutti in gruppo, i distacchi sono notevoli, pochi sorpassi, perciò i pericoli più grossi sono quelli di sbagliare direzione ed intrappolarsi in qualche secca. Il Po è un fiume molto largo, se stai al centro rischi poco, ma per guadagnare minuti ho tentato di tagliare il più possibile, restando vicino alle sponde, che sono i luoghi più pericolosi. Se si entra in secca si rischia un bel salto, bisogna ragionare con la testa ed essere sempre reattivi.
In campionato invece hai sbancato a Sermide, stavolta in mezzo alle altre moto, su circuito.
Nelle endurance ci sono due manche da 45 minuti e vince chi è in testa allo scadere, una formula molto diversa dal Raid. Li sei a contatto con gli altri piloti e ci vuole veramente un attimo per toccarsi, ai 130 all’ora e onde molto strane dappertutto. Ma questo sport mi appassiona molto perché è vario, si corre sul mare, sul lago, nei fiumi. Bisogna essere abili nel conoscere appunto l’onda, studiare la gara e gli avversari.
Tra poco comincerà la nuova stagione. Conti di migliorare il tuo terzo posto assoluto?
Certamente, io proverò almeno a ripetere le prestazioni dell’anno passato. Dipenderà molto dalle categorie e dal calendario, potrei trovare piloti di altissimo livello che partecipano anche al mondiale, perciò ci sarà da combattere il doppio. A breve mi arriverà la nuova Kawasaki e comincerò gli allenamenti con quella.
L’acquabike è uno sport poco conosciuto, e immagino che non sia facile praticarlo a Vicenza. Come ti prepari?
Già, abitare qui non è molto comodo. Gli allenamenti portano via molto tempo, dato che li svolgo o sul Lago di Garda o sull’Adriatico, e ci devo andare almeno due volte a settimana. A Montecchio posso allenarmi in palestra, per il tono muscolare, ma questo sport è fatto di testa e tanti chilometri percorsi in acqua.