Con dieci sconfitte al giro di boa, il Montecchio quest’anno ha perso l’esatta metà delle gare disputate. I biancorossi nel 2009 avevano rivisto la luce, dopo un importante pareggio a Trento e la sfolgorante vittoria per 3-0 contro il Tamai. Invece in 15 giorni si sono fatti seppellire dai sette gol delle veronesi Somma e Virtus, riaffiorando in zona play-out solo dopo i 3 punti strappati al Pordenone dell’ex Posocco. La situazione è critica, ma ora di squadre dietro ce ne sono più di due.
I più ottimisti osservano come la salvezza senza play-out disti un’inezia, guardano fiduciosi agli arrivi di Righetto, Dorio, Carlassara, Rovetti e credono nella grinta di Andrea Venturini, il tecnico scelto dal presidente Romano Aleardi per sostituire Mario Vittadello, esonerato senza nemmeno assaggiare il panettone natalizio. “Sono arrivato per risolvere una situazione difficile, ma ho trovato uno spogliatoio ottimo, giocatori consapevoli di non meritarsi questa classifica e vogliosi di riscatto”. Esordisce il nuovo allenatore. Che ordini ha impartito ai suoi per provare a risollevare la testa? Ho continuato il lavoro che stava facendo Vittadello, cercando però di risolvere alcuni problemi evidenti; ora i ragazzi giocano sicuramente più tranquilli. Purtroppo stiamo attraversando un momento nero sotto tutti i punti di vista, la fortuna non vuol degnarci di uno sguardo. Prendiamo gol assurdi ogni domenica, e a dispetto di ottime prestazioni fatichiamo a raccogliere punti. La lacuna più grave di questo Montecchio sembra la difesa, incassa troppe reti. Concorda? Siamo una squadra giovane, alla lunga subiamo in maniera evidente la mancanza d’esperienza. A volte ci danneggia l’eccesso di generosità, quando siamo sotto di una rete ci spingiamo troppo frettolosamente alla ricerca del pareggio, esponendoci in maniera inutile agli attacchi avversari. Il mercato in corsa ha portato buoni elementi, ha esordito pure Rovetti, proveniente dal vivaio. Lei lo conosce bene, è un suo pupillo.. Rovetti non ha nemmeno 18 anni ma ha un potenziale enorme. E’ un centrocampista esterno intelligente e grintoso, sa saltare l’uomo e ha una grande voglia di imparare. Io credo diventerà una colonna del Montecchio del futuro, come Bevilacqua. Ma affidare a loro il compito di salvare il Montecchio è troppo avventato oggi. Mister, sarete in D anche l’anno prossimo? Io ci credo. La via per salvarsi è restare tutti uniti ed essere consapevoli di poter farcela. Dallo spogliatoio abbiamo raccolto l’analisi di Roverato, il faro del Montecchio. Tre stagioni sotto i castelli, tre gol quest’anno, Roby ha la consapevolezza che la permanenza in serie D dipenderà molto dalle sue prestazioni. A 24 anni fa già da chioccia ai giovani biancorossi di Aleardi. Roberto, è un Montecchio diverso dopo il cambio di panchina? Vittadello e Venturini sono due ottimi allenatori, ma hanno modi diversi di lavorare. Il primo curava molto l’aspetto tattico, il nuovo mister invece sta dando tanto entusiasmo e prova a dare la scossa giusta. Come giustifichi questa brutta posizione di classifica? Gli infortuni hanno inciso parecchio sul nostro cammino. Noro e Ferrari avranno giocato insieme 4 o 5 partite, Corà è fuori dalla seconda giornata, Sarrapochiello continua ad accusare problemi. L’età media schierata è davvero bassa, a volte in campo restiamo solo in 3 “vecchi”. Nella nostra categoria l’esperienza conta tantissimo e quando mancano giocatori così importanti non si riesce ad essere competitivi. Quattro nuovi innesti basteranno a colmare le lacune? Diciamo che possono darci un grande aiuto. Dorio ha già dimostrato di saperci fare, è un esterno tecnico dalle grandi doti offensive. Righetto è una prima punta fisicamente prestante, anche Carlassara e Rovetti saranno molto utili. La tua ricetta per ricominciare a fare punti con continuità? L’impegno, il restare compatti, più cattiveria in campo. Le ultime partite le abbiamo fatte bene anche come possesso palla, ma ci vuole più decisione per vincere. Da chi ti aspetti un girone di ritorno super? Chiedo a Gallo di segnare tanti gol. E’ l’unico che può davvero far la differenza. Impresa realizzabile? Certamente, noi siamo pronti a dare tutto uno per l’altro e lottare per la nostra maglia. Non dimentichiamo che il torneo è lungo e la salvezza diretta non è irraggiungibile.