Di Alberto Massignan

1.100 euro per la vendita di un’Opel Kadett dell’89. E’ finalmente arrivata la simbolica coronazione dell’impresa compiuta da Giuseppe Criaco, montecchiano di 23 anni e primo italiano a partecipare, con successo, al Plymouth-Banjul challenge, la Parigi-Dakar alternativa. “Ci sono stati momenti in cui ho pensato di non poter più andare avanti e di essere costretto ad abbandonare la corsa”. Racconta Giuseppe “Ma non ho mollato. Essere arrivato in fondo ad una competizione così dura è motivo di grande orgoglio, però sono davvero felice solo ora che la macchina ha trovato un nuovo padrone e quella cifra potrà essere evoluta in beneficienza”.Dopo 21 giorni di rally, attraversando Marocco, Sahara Occidentale, Mauritania e Senegal, il Jamu Wachu Team di Beppe – composto anche dagli spagnoli Fran Rosa Calero e Didac González Sánchez – ce l’ha fatta. I tre sono riusciti a condurre il loro macinino da 200 euro dal confine spagnolo fino in Gambia, lasciandosi alle spalle il deserto e i mille imprevisti trovati sui 5.800 chilometri percorsi tra dune e sole cocente: le strade impraticabili, la sabbia bagnata che voleva inghiottire la loro vettura, gli “avvelenatori” di auto pronti a rubare il loro mezzo, gli 800 chilometri macinati in più del previsto per colpa del difficile orientamento. Gli ultimi sei giorni di viaggio l’alternatore del Kadett non caricava più la batteria, costringendo i tre a scambiarla più volte al giorno con quella di altri veicoli impegnati nella corsa. A più di una settimana dal loro trionfale arrivo a Banjul, la capitale del Gambia, la loro auto è stata battuta al migliore offerente . “La nostra Opel era rimasta invenduta durante l’asta generale, quando tra le altre auto arrivate a destinazione, non ha voluto saperne di accendersi. Dopo una piccola riparazione è giunta la notizia della vendita, e ora possiamo dirlo, la nostra impresa è veramente completa”.