“Il mio segreto? Non bevo coca-cola”. A dir poco frizzante invece il debutto di Luca Martini nel mondo della MTB. Da capogiro l’impatto del 18enne castellano al suo primo anno di agonismo; diciassette le gare da marzo ad ottobre, e a stagione finita i calcoli recitano un ruolino di 8 vittorie, 4 secondi posti e altri prestigiosi piazzamenti. Grazie a queste prestazioni, per il giovane atleta del Team Bike Castelgomberto arrivano anche il titolo di Campione Provinciale e Campione Regionale MTB di categoria. Luca è già proiettato nel futuro, lo aspettano gare nazionali e un salto di categoria non indifferente. Un ottavo posto su oltre 900 partecipanti alla Via dei Berici, combattuto gomito a gomito con qualche professionista e guastato pure da una foratura, parla forte e chiaro. Abbiamo chiacchierato col talento Montecchiano al termine di una stagione speciale.
Luca, corri seriamente solo da sei mesi e vinci tutto. Svelaci il trucco.
“Passione e tanto impegno. Corro almeno 40 chilometri ogni giorno, dedico alla bici tutto il tempo che la scuola mi lascia. Ma la marcia in più arriva sicuramente dai quattro anni di pattinaggio agonistico; è uno sport utilissimo per rafforzare i quadricipiti e per recuperare agilità di gamba anche in bici. Mi alleno sui pattini almeno due giorni a settimana, e questa singolare combinazione di training tra ruote e rotelle dà i suoi risultati. Devo ringraziare inoltre il meccanico della squadra Carlo Fortuna, a cui devo dritte, consigli e insegnamenti fondamentali”.
Come mai questo cambio di sport?
“La bici mi è sempre piaciuta, la MBK poi è davvero spettacolare. Si corre in posti magnifici ed è una disciplina molto tecnica, valorizza le capacità individuali; bisogna saper improvvisare spesso e non è sempre facile dialogare con sassi, torrenti, tronchi d’albero o altri ostacoli.”
Per essere così vincente, qual è la tua strategia di gara?
Parto sempre determinato. Non aspetto di vedere cosa fanno gli altri, prendo iniziativa. E’ una strategia comune a tutti i professionisti: le gare sono di circa 40 chilometri, in MTB è molto diverso dalle gare su strada di 200 chilometri dove puoi attendere e calcolare. C’è poca “squadra”, non ci sono scie, ci sei solo te e la bici, perciò bisogna dare tutto. Certo, di fiato bisogna averne.
Dove sei particolarmente efficace? Cosa invece vuoi migliorare?
Macino forte nelle salite. Il pattinaggio abitua a gareggiare sempre al limite dei battiti cardiaci e qui la situazione è simile, riesco a salire veloce. Inoltre mi piacciono molto le gare con condizioni difficili: rendo molto sotto la pioggia e sul pantano. Dove voglio migliorare invece, è la discesa: per salire basta l’allenamento e le gambe col tempo migliorano; per scendere veloci invece bisogna concentrarsi ed imparare la tecnica, saper proprio “guidare” la bici è una delle abilità più difficili di questo sport.
Quali tra le tue vittorie ritieni più importanti?
Oltre al campionato provinciale e regionale, sono rimasto soddisfatto dalla prova di Teolo, sotto un nubifragio inquietante. Tanto fango negli occhi e nelle mutande, ma che soddisfazione!
I tuoi obiettivi per il futuro?
Da questo sport voglio ottenere il massimo, studi permettendo. Non solo andrò all’università ma passo di categoria. Sarà molto dura, ci saranno ciclisti fino a 8 anni più vecchi di me; ma sono pronto, e voglio restare sempre davanti. Vorrei inoltre affacciarmi su gare a livello nazionale e partecipare a maratone più lunghe.
Ma alla fine che c’entra la coca-cola?
“Intendevo dire che l’altra metà del lavoro sta nella serietà con cui ci si pongono e affrontano gli obiettivi. Mi impongo molti sacrifici, mangio sano e curo molto l’alimentazione, faccio vita da sportivo.”
Cuore, gambe, testa: Luca Martini è un campione della MTB
ottobre 30, 2010 di alberto.massignan
