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	<title>Alberto Massignan's Gazette</title>
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	<description>Reportage quotidiani di cronache locali in Arzignano, Montecchio Maggiore e paesi limitrofi</description>
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		<title>Alberto Massignan's Gazette</title>
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		<title>G.S. San Pietro, l&#8217;anno della verità comincia bene</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 11:08:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto.massignan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Alberto Massignan
Organizzazione, concentrazione, sofferenza. Sono tre degli attributi fondamentali del DNA Montecchio San Pietro, che, dopo la buona salvezza della passata stagione, ha iniziato molto bene il suo secondo anno in prima categoria. Il cambio d’interpreti obbligato da partenze ed infortuni, non sembra nuocere al collettivo allenato da Walter Sdyeler, alla terza stagione sulla [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertomassignan.wordpress.com&blog=2250351&post=194&subd=albertomassignan&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>di Alberto Massignan</p>
<p>Organizzazione, concentrazione, sofferenza. Sono tre degli attributi fondamentali del DNA Montecchio San Pietro, che, dopo la buona salvezza della passata stagione, ha iniziato molto bene il suo secondo anno in prima categoria. Il cambio d’interpreti obbligato da partenze ed infortuni, non sembra nuocere al collettivo allenato da Walter Sdyeler, alla terza stagione sulla panchina neroverde.<br />
“Sin’ora abbiamo dimostrato buona compattezza e rispetto all’anno scorso siamo cresciuti sotto l’aspetto tattico. Sto giocando col 4-4-1-1, che si è dimostrato un modulo efficace ed adatto agli uomini a mia disposizione”. Ha detto il mister, rimasto orfano del duo d’attacco formato da Curti (15 gol l’anno scorso, ora alla Contea) e di Balzarin (che ha smesso). Mancanze pesanti anche quelle di Pettener e Agosti, la coppia centrale titolare, entrambi infortunati, oltre a quella di Basso, passato al Sovizzo. In entrata invece, il mercato ha portato Bergozza e Marchetti dall’Arzignano, Smaniotto dall’Isola Vicentina, oltre al rientro di Meggiolaro dal Montecchio e all’arrivo di qualche elemento dalla primavera. “Il nostro obiettivo è la salvezza; la nostra garanzia, come ogni anno, sta nel gruppo, non possiamo affidarci alle individualità. Sarà una stagione molto dura e siamo coscienti che non potrà sempre girare bene come in quest’avvio, ma continuando a lavorare come abbiamo sempre fatto, sulla tenuta atletica, sulla grinta e sulla condizione mentale, otterremo buoni risultati.”<br />
“Siamo pronti a giocarcela con tutti”. Ha dichiarato invece il neo-presidente Carlo Boschetti, subentrato a Gianni Meggiolaro, che in società ha assunto il ruolo di DS. “Il campionato è equilibrato e il San Pietro può farsi valere contro ogni squadra. Non cambia la nostra filosofia, giocare per passione e sviluppare il settore giovanile: anche quest’anno, i nostri ragazzi arrivati dalla primavera stanno facendo bene, questo è motivo di grande orgoglio e il corretto prosieguo del nostro progetto. Rosa ristretta? Quando recupereremo tutti gli uomini saremo a posto.” </p>
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		<title>Arzignano, Signorin fa contare i crocifissi nelle aule</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 11:06:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto.massignan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arzignano]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Giornale di Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[crocifissi]]></category>
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		<description><![CDATA[Di Alberto Massignan
Controllare la presenza del crocifisso in ogni aula scolastica di Arzignano. L’ordine è stato effettuato direttamente dal Sindaco Giorgio Gentilin, che giovedì sera si è soffermato su questo tema d’attualità, e dopo aver espresso il suo pensiero di fronte alla cittadinanza di San Zeno, ha riscosso ampi consensi tra i presenti. “La nostra [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertomassignan.wordpress.com&blog=2250351&post=192&subd=albertomassignan&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Di Alberto Massignan</p>
<p>Controllare la presenza del crocifisso in ogni aula scolastica di Arzignano. L’ordine è stato effettuato direttamente dal Sindaco Giorgio Gentilin, che giovedì sera si è soffermato su questo tema d’attualità, e dopo aver espresso il suo pensiero di fronte alla cittadinanza di San Zeno, ha riscosso ampi consensi tra i presenti. “La nostra identità e la nostra cultura hanno radici cristiane e cattoliche. La decisione della Corte Europea giunta in questi giorni, mi ha suggerito alcune riflessioni: come Giunta e come Amministrazione, dobbiamo prendere una posizione.” Ha detto il Sindaco circa la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo, la quale ha stabilito che la presenza del simbolo religioso nelle aule costituisce «una violazione del diritto dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni». “Il primo passo sarà quello di valutare accuratamente la situazione. – ha fatto sapere il Sindaco ieri &#8211;  Ho affidato l’incarico ai Dirigenti Scolastici di tutte le scuole della città, che avranno il compito di ispezionare le classi e segnalare la presenza o meno del crocifisso in ogni aula. Una volta raccolti tutti i dati, mi consulterò con la Giunta e prenderò una decisione”. A riguardo, il primo cittadino di Arzignano non si nasconde, le sue idee sembrano già delineate. “La società in cui viviamo è caratterizzata dalla religione cristiana e a molti dei suoi valori ci ispiriamo: i miei presupposti sono questi.”</p>
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		<title>Aurora Asmussen, un anno a Bardolino e la voglia di diventare professionista</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 11:05:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto.massignan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arzignano]]></category>
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		<description><![CDATA[di Alberto Massignan
L’occasione della vita le sta capitando… tra i piedi. Aurora Asmussen, calciatrice arzignanese di vent’anni, è entrata a far parte della rosa della primavera del Bardolino Calcio Femminile, società campione d’Italia in carica. Il suo cognome non nasconde l’origine straniera: l’Olanda è un&#8217;altra patria, oltre all’Italia, caratterizzata da profonde radici calcistiche. In passato, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertomassignan.wordpress.com&blog=2250351&post=190&subd=albertomassignan&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>di Alberto Massignan</p>
<p>L’occasione della vita le sta capitando… tra i piedi. Aurora Asmussen, calciatrice arzignanese di vent’anni, è entrata a far parte della rosa della primavera del Bardolino Calcio Femminile, società campione d’Italia in carica. Il suo cognome non nasconde l’origine straniera: l’Olanda è un&#8217;altra patria, oltre all’Italia, caratterizzata da profonde radici calcistiche. In passato, il padre, il nonno, e qualche cugino “orange” di Aurora hanno giocato in club professionistici olandesi, trasferendole una forte passione per lo sport e probabilmente una genetica predisposta al pallone. Schierata in attacco o sulla fascia, la ventenne possiede ottime doti di assist-woman e vanta pure una decina di gol all’attivo ogni anno; sarà questa la sua stagione decisiva, in cui giocherà le proprie chance di approdare al mondo del professionismo. In riva al lago sarà allenata dall’esperta Antonella Formisano, con cui lavorerà per fare il grande salto della propria carriera.<br />
Aurora, quali sono le tue qualità?<br />
Credo di essere una giocatrice veloce e allo stesso tempo robusta, faccio valere il mio fisico e difendo bene il pallone. Il mio punto forte è il passaggio finale, ho un buon destro che mi consente di crossare con sicurezza, ma pure di sinistro mi sento preparata.<br />
Secondo te perché una società così importante ti ha scelto?<br />
Probabilmente perché ho dimostrato di avere una buona confidenza col pallone. So comunque che sarà un’annata molto dura, ma sono pronta a lavorare sodo per migliorarmi. Ad esempio, devo aumentare le riserve d’ossigeno…<br />
Com’è andato quest’inizio di campionato?<br />
Molto bene, abbiamo battuto i Laghi per 12-0 e il San Martino per 9-0. La classifica è quindi positiva.<br />
Raccontaci com’è il calcio femminile. Risulta molto diverso da quello maschile?<br />
C’è molta competitività, si incontrano giocatrici toste, che sul campo si mettono subito in mostra e fanno la differenza. Anche qui inoltre ci sono buone qualità tecniche ed è utilizzata molta tattica nelle varie fasi di gioco.<br />
E sul piano comportamentale? Brutti falli?<br />
Mi è capitato qualche battibecco in campo. A volte si incontrano ragazze che fanno scenate incredibili per un intervento un po’ duro o normali scontri di gioco. Lo trovo molto fastidioso.<br />
Qual è la tua idea di calcio? Sulla carta rappresenti un perfetto mix di due scuole molto prestigiose.<br />
In Italia, sul piano tattico, abbiamo una concezione molto difensiva, in Olanda viceversa si predilige il gioco d’attacco. Io credo che un calcio equilibrato sia quello vincente, la concentrazione e la determinazione è importante in tutte le fasi.<br />
Segui molto il mondo del pallone? Quali sono i tuoi giocatori preferiti?<br />
In assoluto mi è sempre piaciuto Roberto Baggio, inoltre, apprezzavo il gioco di Edgar Davids. Sono di fede rossonera, ma a dir la verità non amo molto guardare le partite alla tv, io preferisco giocare.<br />
Il tuo momento più bello in campo?<br />
Un gol speciale ce l’ho. La quarta liceo l’ho trascorsa in Massachusset, e là giocavo stabilmente con la squadra della mia scuola, l’Athol. Ho segnato di testa una rete decisiva, in una partita molto importante, e il giorno dopo mi sono ritrovata sul giornale locale con foto e tutto il resoconto del mio match. E’ stata un’emozione incredibile!<br />
Il tuo obiettivo quest’anno?<br />
Lavorare, migliorare, e dimostrare le mie qualità per poter entrare a far parte della prima squadra.</p>
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		<title>Il Montecchio dei giovani si salva ancora: è serie D per l&#8217;11esima volta. 1-3 al Trento che sprofonda in eccellenza</title>
		<link>http://albertomassignan.wordpress.com/2009/06/16/il-montecchio-dei-giovani-si-salva-ancora-e-serie-d-per-l11-volta-3-1-al-trento-che-sprofonda-in-eccellenza/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 17:15:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto.massignan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Alberto Massignan

Ancora una volta, nel solito film di 180 minuti, le scene si ripetono. Ecco arrivare il gioco, poi i gol, infine la salvezza e lacrime di gioia. Ottima anche quest&#8217;anno la pellicola proposta dal “regista” Romano Aleardi: il genere è sempre lo stesso, thriller play-out di fine campionato. Quando il protagonista sembra spacciato, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertomassignan.wordpress.com&blog=2250351&post=177&subd=albertomassignan&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>di Alberto Massignan</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" title="IMG_0377festeggiamenti" src="../files/2009/06/img_0377festeggiamenti.jpg?w=300" alt="IMG_0377festeggiamenti" width="300" height="200" /></p>
<p>Ancora una volta, nel solito film di 180 minuti, le scene si ripetono. Ecco arrivare il gioco, poi i gol, infine la salvezza e lacrime di gioia. Ottima anche quest&#8217;anno la pellicola proposta dal “regista” Romano Aleardi: il genere è sempre lo stesso, thriller play-out di fine campionato. Quando il protagonista sembra spacciato, ecco che arriva il miracolo, e per l&#8217;undicesima volta di fila i biancorossi restano in serie D. L&#8217;anno scorso era stato il Sandonà a farne le spese, tre anni prima il Vallagarina, stavolta la discesa in eccellenza è toccata al Trento. 1-1 al Cosaro e poi vittoria decisiva per 3-1 colta nel “nido” degli aquilotti. E pensare che per gli uomini di Venturini, a 100 minuti dal termine della regular season, sarebbe stata retrocessione diretta; poi un gol di Roverato in casa del Tamai ha permesso il sorpasso al Sandonà, e vincendo l&#8217;ultima partita proprio contro il Trento i biancorossi hanno ottenuto l&#8217;ultima piazza playout.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" title="IMG_0515romanoaleardi" src="http://albertomassignan.files.wordpress.com/2009/06/img_0515romanoaleardi.jpg?w=300&#038;h=234" alt="IMG_0515romanoaleardi" width="300" height="234" /></p>
<p><strong>Presidente, ha dormito la notte prima della trasferta decisiva?</strong><br />
In maniera tranquilla. Anche durante la giornata e la partita mi sentivo a mio agio, i precedenti mi rassicuravano, il Trento non ci batte mai ed è andata così. Non avevamo niente da perdere, mentre da parte loro ho visto tanta tensione, in campo avevano almeno otto professionisti che sotto il piano mentale, a fronte della prestazione dei nostri ragazzi, hanno visibilmente ceduto.<br />
<strong>A occhio e croce, nell&#8217;ultima decade, questo sembra l&#8217;anno in cui lei ha speso meno. Ci sbagliamo?</strong><br />
E&#8217; corretto, abbiamo speso il 40% in meno dell&#8217;anno scorso. E continuerà così: abbiamo priorità da rispettare, non possiamo permetterci di comportarci come il Tezze (Eurotezze, ndr), tesserare sei punte da “primo prezzo” e poi non far quadrare i conti a fine anno, mettendo a repentaglio la propria esistenza. Poi ho imparato a mie spese di non strafare e strapagare i giocatori, che sistematicamente se ne approfittano e diventano dei soldati di ventura.<br />
<strong>Il rischio retrocessione però è stato grosso fino a due match dalla fine, dopo mesi di buio totale. Non temeva qualche contestazione?</strong><br />
E da parte di chi? Finché un abbonamento allo stadio costa 17 euro, 1,60 euro circa a partita, nessuno può dirmi niente, in società idem, dato che ci metto tutto io. Attualmente a Montecchio vige la politica migliore di tutta la serie D e c&#8217;è da andarne fieri. A fine anno abbiamo già spedito 6 ragazzini delle classi &#8216;95, &#8216;94 e &#8216;92 nei vivai di club professionistici, che torneranno a Montecchio nel caso non si trovassero rispettati come lo sono qui.<br />
<strong>Ora arriva la domanda che preferisce: la chiave di questa salvezza?</strong><br />
L&#8217;apporto dei giovani. Vedere giocare così bene i vari Camerra, Carlassara, Tresso, Rovetti è la mia soddisfazione più grande. Il portiere Scalabrin è stato l&#8217;uomo decisivo, dopo un periodo in panchina ho premuto io stesso per il suo ritorno da titolare, la fiducia è stata ricompensata.<br />
<strong>A 18 anni Rovetti ha mostrato davvero grandi cose, resterà a Montecchio?</strong><br />
Se non parte già ora per qualche squadra professionistica lo farà l&#8217;anno prossimo. Ha appena trascorso un&#8217;ottima esperienza con la rappresentativa nazionale giovanile, e assicuro che il ragazzo ha le carte in regola per  diventare un campione.<br />
<strong>Ha già ufficializzato l&#8217;arrivo di Giovanni Carli come mister per la prossima stagione. Dato che ne ha sostituiti 3 in due anni, che cosa deve fare per non scontentarla?</strong><br />
Far giocare i giovani naturalmente: per il mio Montecchio voglio altri 10 anni di serie D. Sogno di cogliere i frutti di questo continuo lavoro sul vivaio e regalarmi un&#8217;esperienza in Lega Pro. Carli ha un gran carattere, dovrà cercare di trasmetterlo ai ragazzi.</p>
<p>(per le foto si ringrazia SportMontecchio)</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-179" title="IMG_0171mattiascalabrin" src="http://albertomassignan.files.wordpress.com/2009/06/img_0171mattiascalabrin.jpg?w=300&#038;h=200" alt="IMG_0171mattiascalabrin" width="300" height="200" /></p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-181" title="IMG_0446tifosi" src="http://albertomassignan.files.wordpress.com/2009/06/img_0446tifosi.jpg?w=300&#038;h=179" alt="IMG_0446tifosi" width="300" height="179" /></p>
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		<title>Wave Park: tentiamo la fortuna in Inghilterra!</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 14:38:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto.massignan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arzignano]]></category>
		<category><![CDATA[Corriere Vicentino]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Massimo Consolaro, Enrico Carradore, Matteo Zanconato e Christian Negro sono i Wave Park, band arzignanese che ha deciso di trasferirsi in Inghilterra per sfondare nel mondo della musica indie rock. Hanno 25 anni, gli ultimi 8 dei quali scanditi dalle prove in saletta, dai concerti e dalle registrazioni, fino alla realizzazione del loro primo album, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertomassignan.wordpress.com&blog=2250351&post=172&subd=albertomassignan&ref=&feed=1" />]]></description>
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<p>Massimo Consolaro, Enrico Carradore, Matteo Zanconato e Christian Negro sono i Wave Park, band arzignanese che ha deciso di trasferirsi in Inghilterra per sfondare nel mondo della musica indie rock. Hanno 25 anni, gli ultimi 8 dei quali scanditi dalle prove in saletta, dai concerti e dalle registrazioni, fino alla realizzazione del loro primo album, completato pochi mesi fa. Le loro canzoni (si possono ascoltare su www.myspace.com/wavepark) sono attuali, dirette e potenti, allo stesso tempo suonano fresche, radiofoniche e molto curate sotto l’aspetto dei suoni. I testi, naturalmente, vengono composti in inglese. E’ stata proprio la loro attitudine british a spingerli nel lasciare la città del Grifo per spostarsi a Londra. Una scelta singolare ma decisa: il loro album si chiama Leaving all behind, e i quattro si sono presi davvero sul serio. Hanno lasciato la vecchia vita alle spalle,ora si giocano le loro chance di successo nel mondo della musica, direttamente dalla capitale mondiale del rock.</p>
<p>Allora ragazzi, qual è il locale più bello di Londra?</p>
<p>Un locale che ci piace veramente tanto è il KOKO a Camden Town, sul quale c&#8217;è poco da dire visto la sua importanza e popolarità a livello musicale. Ha inoltre il pregio di trovarsi in un bellissimo quartiere, culla dell&#8217;indie rock. Va detto però che qualunque pub di Londra che propone musica live quasi ogni giorno della settimana merita il nostro rispetto totale.</p>
<p>Sta procedendo bene la vostra permanenza in terra anglosassone? Com’è la vita nella City? Che impatto c’è stato?</p>
<p>Appena arrivati, più di un mese fa, siamo stati subito travolti dall&#8217;atmosfera english: molto underground, grigia e cupa, ma contemporaneamente affascinante e misteriosa da morire. Per noi che proveniamo da un paese di 25mila abitanti è stato davvero scioccante trovarci &#8220;al centro del mondo&#8221;. E’ impressionante vedere come la nostra musica preferita venga trasmessa dalle stazioni radiofoniche quotidianamente.</p>
<p>Come vi siete organizzati? Dove vivete? State cercando un lavoro per mantenervi?</p>
<p>Viviamo tutti insieme come barboni in una camera piccolissima. Scherzi a parte, ci siamo appoggiati ad una agenzia che ci ha procurato l&#8217;appartamento e vari colloqui di lavoro.</p>
<p>Quali reali motivazioni stanno sotto questa “scelta di vita”?</p>
<p>Stiamo completando un progetto avviato a settembre 2008, il quale richiede la nostra presenza qui a Londra, per fare promozione diretta al nostro album. Iniziato un progetto come il nostro era d&#8217;obbligo non lasciare le cose a metà e partire per il paese dove la nostra musica è davvero apprezzata. Secondariamente la voglia di fare un vera &#8220;esperienza di vita&#8221; ha giocato un ruolo decisivo nella scelta di partire; non è da tutti trovare il coraggio di lasciare mammina&#8230;</p>
<p>I vostri genitori che ne pensano di ciò? E le vostre fidanzate?</p>
<p>E&#8217;stata molto dura lasciare gli affetti familiari; alcuni hanno criticato fortemente la nostra scelta, anche se le persone veramente vicine a noi ci hanno fornito il supporto necessario, pur mettendoci in guardia sulle difficoltà che avremmo trovato in questo momento storico ed economico.</p>
<p>Chi eravate prima di un mesetto fa? Che cos’avete lasciato a casa?</p>
<p>Alcuni di noi hanno lasciato il lavoro, con molte preoccupazioni, più in generale abbiamo lasciato ad Arzignano molti aspetti della quotidianità.</p>
<p>Nonostante ciò, questa esperienza ci sta facendo crescere enormemente sotto ogni aspetto.</p>
<p>Sotto il Grifo che spazio c’è per la musica?</p>
<p>Non vorremmo essere troppo critici ma la prima parola che ci viene in mente è &#8220;nessuno&#8221;; in particolar modo per la musica inedita, nonostante la buona volontà di alcune persone che si sbattono per creare ed organizzare qualche evento musicale puntualmente snobbato da tutti.</p>
<p>Come vi vedete tra 5 anni?</p>
<p>Se le cose dovessero decollare non vogliamo neanche immaginarlo, altrimenti saremo molto fieri di averci provato fino in fondo.</p>
<p>Per quali motivi tornereste indietro?</p>
<p>Per gli affetti personali, il cibo e poco altro.</p>
<p>Che cosa potete ottenere concretamente dalla vostra avventura?</p>
<p>Possiamo dimostrare a noi stessi e agli altri che intraprendere una avventura del genere è possibile.</p>
<p>Se un giorno vostro figlio vuole fare un’esperienza del genere che gli</p>
<p>dite?</p>
<p>Avrebbe tutto il nostro supporto e ne saremmo orgogliosi, anzi potrebbe godere della nostra esperienza&#8230;</p>
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		<title>Montecchio Calcio, arriva Venturini. Roverato: salvezza possibile</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 09:40:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto.massignan</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[Con dieci sconfitte al giro di boa, il Montecchio quest’anno ha perso l’esatta metà delle gare disputate. I biancorossi nel 2009 avevano rivisto la luce, dopo un importante pareggio a Trento e la sfolgorante vittoria per 3-0 contro il Tamai. Invece in 15 giorni si sono fatti seppellire dai sette gol delle veronesi Somma e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertomassignan.wordpress.com&blog=2250351&post=162&subd=albertomassignan&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Con dieci sconfitte al giro di boa, il Montecchio quest’anno ha perso l’esatta metà delle gare disputate. I biancorossi nel 2009 avevano rivisto la luce, dopo un importante pareggio a Trento e la sfolgorante vittoria per 3-0 contro il Tamai. Invece in 15 giorni si sono fatti seppellire dai sette gol delle veronesi Somma e Virtus, riaffiorando in zona play-out solo dopo i 3 punti strappati al Pordenone dell’ex Posocco. La situazione è critica, ma ora di squadre dietro ce ne sono più di due.</p>
<p><span id="more-162"></span></p>
<p>I più ottimisti osservano come la salvezza senza play-out disti un’inezia, guardano fiduciosi agli arrivi di Righetto, Dorio, Carlassara, Rovetti e credono nella grinta di <strong>Andrea Venturini</strong>, il tecnico scelto dal presidente Romano Aleardi per sostituire Mario Vittadello, esonerato senza nemmeno assaggiare il panettone natalizio. “Sono arrivato per risolvere una situazione difficile, ma ho trovato uno spogliatoio ottimo, giocatori consapevoli di non meritarsi questa classifica e vogliosi di riscatto”. Esordisce il nuovo allenatore. Che ordini ha impartito ai suoi per provare a risollevare la testa? Ho continuato il lavoro che stava facendo Vittadello, cercando però di risolvere alcuni problemi evidenti; ora i ragazzi giocano sicuramente più tranquilli. Purtroppo stiamo attraversando un momento nero sotto tutti i punti di vista, la fortuna non vuol degnarci di uno sguardo. Prendiamo gol assurdi ogni domenica, e a dispetto di ottime prestazioni fatichiamo a raccogliere punti. La lacuna più grave di questo Montecchio sembra la difesa, incassa troppe reti. Concorda? Siamo una squadra giovane, alla lunga subiamo in maniera evidente la mancanza d’esperienza. A volte ci danneggia l’eccesso di generosità, quando siamo sotto di una rete ci spingiamo troppo frettolosamente alla ricerca del pareggio, esponendoci in maniera inutile agli attacchi avversari.  Il mercato in corsa ha portato buoni elementi, ha esordito pure Rovetti, proveniente dal vivaio. Lei lo conosce bene, è un suo pupillo.. Rovetti non ha nemmeno 18 anni ma ha un potenziale enorme. E’ un centrocampista esterno intelligente e grintoso, sa saltare l’uomo e ha una grande voglia di imparare. Io credo diventerà una colonna del Montecchio del futuro, come Bevilacqua. Ma affidare a loro il compito di salvare il Montecchio è troppo avventato oggi.  Mister, sarete in D anche l’anno prossimo? Io ci credo. La via per salvarsi è restare tutti uniti ed essere consapevoli di poter farcela. Dallo spogliatoio abbiamo raccolto l’analisi di Roverato, il faro del Montecchio. Tre stagioni sotto i castelli, tre gol quest’anno, Roby ha la consapevolezza che la permanenza in serie D dipenderà molto dalle sue prestazioni. A 24 anni fa già da chioccia ai giovani biancorossi di Aleardi. Roberto, è un Montecchio diverso dopo il cambio di panchina? Vittadello e Venturini sono due ottimi allenatori, ma hanno modi diversi di lavorare. Il primo curava molto l’aspetto tattico, il nuovo mister invece sta dando tanto entusiasmo e prova a dare la scossa giusta. Come giustifichi questa brutta posizione di classifica? Gli infortuni hanno inciso parecchio sul nostro cammino. Noro e Ferrari avranno giocato insieme 4 o 5 partite, Corà è fuori dalla seconda giornata, Sarrapochiello continua ad accusare problemi. L’età media schierata è davvero bassa, a volte in campo restiamo solo in 3 “vecchi”. Nella nostra categoria l’esperienza conta tantissimo e quando mancano giocatori così importanti non si riesce ad essere competitivi. Quattro nuovi innesti basteranno a colmare le lacune? Diciamo che possono darci un grande aiuto. Dorio ha già dimostrato di saperci fare, è un esterno tecnico dalle grandi doti offensive. Righetto è una prima punta fisicamente prestante, anche Carlassara e Rovetti saranno molto utili.  La tua ricetta per ricominciare a fare punti con continuità? L’impegno, il restare compatti, più cattiveria in campo. Le ultime partite le abbiamo fatte bene anche come possesso palla, ma ci vuole più decisione per vincere. Da chi ti aspetti un girone di ritorno super? Chiedo a Gallo di segnare tanti gol. E’ l’unico che può davvero far la differenza. Impresa realizzabile? Certamente, noi siamo pronti a dare tutto uno per l’altro e lottare per la nostra maglia. Non dimentichiamo che il torneo è lungo e la salvezza diretta non è irraggiungibile.</p>
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		<title>L&#8217;Orso di Montecchio è pronto per graffiare</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 09:38:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto.massignan</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Corriere Vicentino]]></category>
		<category><![CDATA[Montecchio Maggiore]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[La primavera arriverà presto, lui è pronto a bramire ancora più forte. L’anno in corso potrebbe davvero essere quello di Pierangelo Orso, 43enne montecchiano che nel 2008 si è classificato terzo assoluto nel Campionato Italiano di Moto d’Acqua Endurance 4 tempi. Il fiore all’occhiello della sua splendida stagione è stata la vittoria del 66esimo Raid [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertomassignan.wordpress.com&blog=2250351&post=159&subd=albertomassignan&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>La primavera arriverà presto, lui è pronto a bramire ancora più forte. L’anno in corso potrebbe davvero essere quello di Pierangelo Orso, 43enne montecchiano che nel 2008 si è classificato terzo assoluto nel Campionato Italiano di Moto d’Acqua Endurance 4 tempi. Il fiore all’occhiello della sua splendida stagione è stata la vittoria del 66esimo Raid Pavia Venezia, tenutosi ad ottobre, una pazzesca corsa di 400 chilometri condotta percorrendo il Po da ovest verso est. Per l’acquabike questa competizione rappresenta il trofeo più prestigioso a livello internazionale, ed il pilota castellano si è classificato primo tra le moto d’acqua, secondo assoluto. Su youtube c’è un video della sua intervista dopo la vittoria e pure qualche bel filmato della giornata.<span> </span>“Una gara perfetta ed una vittoria esaltante”. Commenta Pierangelo.</p>
<p class="MsoNormal"><span id="more-159"></span></p>
<p class="MsoNormal">Quali sono le difficoltà di una corsa del genere?</p>
<p class="MsoNormal">Sotto il punto di vista tecnico sei sollecitato per tre ore, nelle quali devi sempre spingere al massimo e restare concentrato. Poi bisogna prestare molta attenzione al percorso, non <span> </span>sei in pista, in un raid così lungo il tasso d’imprevedibilità è enorme, mentre sei a tutta velocità puoi trovarti dei tronchi a pochi metri dalla moto.</p>
<p class="MsoNormal">La mossa che ti ha consentito di arrivare davanti a tutti?</p>
<p class="MsoNormal">Mi sono preso parecchi rischi. Non si corre tutti in gruppo, i distacchi sono notevoli, pochi sorpassi, perciò i pericoli più grossi sono quelli di sbagliare direzione ed intrappolarsi in qualche secca. Il Po è un fiume molto largo, se stai al centro rischi poco, ma per guadagnare minuti ho tentato di tagliare il più possibile, restando vicino alle sponde, che sono i luoghi più pericolosi. Se si entra in secca si rischia un bel salto, bisogna ragionare con la testa ed essere sempre reattivi.</p>
<p class="MsoNormal">In campionato invece hai sbancato a Sermide, <span> </span>stavolta in mezzo alle altre moto, su circuito.</p>
<p class="MsoNormal">Nelle endurance ci sono due manche da 45 minuti e vince chi è in testa allo scadere, una formula molto diversa dal Raid. Li sei a contatto con gli altri piloti e ci vuole veramente un attimo per toccarsi, ai 130 all’ora e onde molto strane dappertutto. Ma questo sport mi appassiona molto perché è vario, si corre sul mare, sul lago, nei fiumi. Bisogna essere abili nel conoscere appunto l’onda, studiare la gara e gli avversari.</p>
<p class="MsoNormal">Tra poco comincerà la nuova stagione. Conti di migliorare il tuo terzo posto assoluto?</p>
<p class="MsoNormal">Certamente, io proverò almeno a ripetere le prestazioni dell’anno passato. Dipenderà molto dalle categorie e dal calendario, potrei <span> </span>trovare piloti di altissimo livello che partecipano anche al mondiale,<span> </span>perciò ci sarà da combattere il doppio. A breve mi arriverà la nuova Kawasaki e comincerò gli allenamenti con quella.</p>
<p class="MsoNormal">L’acquabike è uno sport poco conosciuto, e immagino che non sia facile praticarlo a Vicenza. Come ti prepari?</p>
<p class="MsoNormal">Già, abitare qui non è molto comodo. Gli allenamenti portano via molto tempo, dato che li svolgo o sul Lago di Garda o sull’Adriatico, e ci devo andare almeno due volte a settimana. A Montecchio posso allenarmi in palestra, per il tono muscolare, ma questo sport è fatto di testa e tanti chilometri percorsi in acqua.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
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		<title>Intervista a Leonardo Tumiotto dell&#8217;Isola dei Famosi</title>
		<link>http://albertomassignan.wordpress.com/2009/02/26/intervista-a-leonardo-tumiotto-dellisola-dei-famosi/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 09:36:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto.massignan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[Corriere Vicentino]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Di Alberto Massignan
Tumiotto arriva nella città del Grifo una fredda mattina di fine dicembre. Scende dal SUV nero proprio di fronte alla piscina di Arzignano, dov’è chiamato a far da testimonial all’inaugurazione ufficiale dell’impianto. Poggia i piedi a terra e due ragazze gli sbarrano la strada: l’hanno riconosciuto al casello di Montecchio e inseguito in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertomassignan.wordpress.com&blog=2250351&post=156&subd=albertomassignan&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Di Alberto Massignan</p>
<p class="MsoNormal">Tumiotto arriva nella città del Grifo una fredda mattina di fine dicembre. Scende dal SUV nero proprio di fronte alla piscina di Arzignano, dov’è chiamato a far da testimonial all’inaugurazione ufficiale dell’impianto. Poggia i piedi a terra e due ragazze gli sbarrano la strada: l’hanno riconosciuto al casello di Montecchio e inseguito in macchina fino a lì…</p>
<p class="MsoNormal">
<p><span id="more-156"></span></p>
<p class="MsoNormal">Leo, per 12 mesi entrerai, praticamente nudo, <span> </span>nelle stanze da letto di chissà quante italiane. Anche mentre dormono coi loro mariti. Che cosa si prova?</p>
<p class="MsoNormal">E’ una bella sensazione sapere che tante donne mi “terranno appeso” in camera, ma il calendario potrebbe comprarlo e apprezzarlo anche qualche ragazzo, sono foto oggettivamente molto carine.</p>
<p class="MsoNormal">Qualche imbarazzo di fronte all’obiettivo?</p>
<p class="MsoNormal">Per nulla, farmi fotografare mi piace. Ti dirò, in qualche modo ci sono abituato, ho già lavorato per diversi stilisti. Ah, tengo a sottolineare che la proposta di posare per Max mi arrivò prima di partecipare all’isola e accettai subito. Ora che ho trascorso più di due mesi in tv la cosa è certamente molto più risonante.</p>
<p class="MsoNormal">Senza ombra di dubbio. Dai, racconta, perché un uomo di sport come te, nel pieno della carriera, ha deciso di andare sull’Isola?</p>
<p class="MsoNormal">Desideravo tentare una sfida nuova, diversa dalle gare di nuoto a cui ero abituato. Volevo arrivare e spingere al massimo il mio limite psicofisico, era il terreno giusto, ci sono riuscito. Tirando le somme non posso che reputarmi soddisfatto, credevo di dover andarmene dopo un mese o poco più, invece sono arrivato fino in fondo.</p>
<p class="MsoNormal">Ora torni in Italia e come prima novità stai assieme ad una velina, la tua “collega di naufragi” Veridiana. In verità, secondo te, qual’era la femmina più bella dell’isola?</p>
<p class="MsoNormal">Lei, lo dico sinceramente. Belen la trovo molto grezza e non m’ha mai attirato, nemmeno per un secondo.</p>
<p class="MsoNormal">Visto che sei andato a “pescare” all’estero, la domanda è d’obbligo, meglio le brasiliane o le nostre ragazze?</p>
<p class="MsoNormal">Molto ma molto meglio le brasiliane. Le italiane d’oggi son senza testa, e diciamo la verità, se la tirano pure un po’ troppo.</p>
<p class="MsoNormal">Dici davvero? Anche con te? Ma ora che sei famoso, non dovrebbe essere molto più semplice con le donne?</p>
<p class="MsoNormal">Non è che se la tirano con me, parlo in generale: le ragazze brasiliane sono più sincere e disponibili, si fanno molti meno problemi rispetto a quelle italiane, le trovo più vere. Quanto alle agevolazioni, lo ammetto, sulla carta sembro avvantaggiato, ma spero il valore di un uomo non sia semplicemente quello della sua celebrità. Sarebbe tremendo.</p>
<p class="MsoNormal">So che la domanda potrebbe essere offensiva, ma se lo sono chiesti in molti. Quanto c’è di vero nella vostra storia?</p>
<p class="MsoNormal">Beh, ti posso dire che sto arrivando dritto da casa sua. Non ho nulla da nascondere, la nostra è una cosa vera, al contrario degli altri flirt che i telespettatori hanno visto sull’isola. Quelle erano tutte delle messe in scena, storie nate per farsi vedere e far parlare di sé.</p>
<p class="MsoNormal">Come interpretavi la parte del fidanzato sull’isola?</p>
<p class="MsoNormal">La vita “amorosa” è pressoché impossibile, vivi costantemente con la fame che ti attanaglia, quello è il pensiero principale. Il mio metabolismo è da sportivo, senza cibo il mio fisico ho sofferto tantissimo, sentivo il bisogno di mangiare dall’alba al tramonto. Il mio carattere ne ha risentito parecchio, ero diventato schivo, irascibile, scorbutico. Ho perso fino a sedici chili, la passione passava in secondo piano.</p>
<p class="MsoNormal">Ed ora invece riuscite a vivere come tutte le coppie normali? La tua vita è tornata uguale, esci e ti diverti come prima, eccetera eccetera?</p>
<p class="MsoNormal">No, dove andavo prima non posso più divertirmi, non riesco a muovermi più di tanto o perlomeno con la libertà che vorrei. La mia quotidianità è cambiata in questo senso: mi prendono e mi sbattono in tivù di qua, in un altro programma di la, prendi questo aereo, vai a Roma, torna a Milano in trasmissione.. Sono sacrifici anche questi, è un martellamento continuo. Sono tornato in Italia da più di un mese e devo ancora fare tante cose di cui ho voglia, una lista pressoché infinita di abitudini che mi mancano.</p>
<p class="MsoNormal">Che cosa ti manca invece del periodo da naufrago?</p>
<p class="MsoNormal">Mi manca il silenzio, il rumore del mare, l’andare a pesca con quel metodo che mi ero inventato. A volte, quando sono solo, mi rientrano di getto tutti i momenti, mi sento sull’orlo del pianto. Subisco dei sogni parecchio forti, vividi all’inverosimile, mi sembra di essere ancora su quella spiaggia…</p>
<p class="MsoNormal">Qualcosa di negativo riguardo alla tua avventura alle Honduras finanziata dalla RAI?</p>
<p class="MsoNormal">Non sopporto come gli autori possano etichettarti a piacimento, le immagini montate non spiegano mai quello che succede in realtà. Mi hanno trasformato in un attimo nel “pescatore-silenzioso-falso-e-bugiardo”, si son divertiti a creare il personaggio che non sono.</p>
<p class="MsoNormal">E la Ventura invece com’è?</p>
<p class="MsoNormal">La descrivo con una frase. Quando la Ventura decidere di rompere le balle, le rompe alla grande!</p>
<p class="MsoNormal">Quanto ti dispiace di non aver vinto dell’Isola dei Famosi?</p>
<p class="MsoNormal">Mi spiace tantissimo, lo ammetto, ma mi consolo perché mi ritengo il vincitore morale: se i quattro naufraghi finalisti fossero rimasti in quattro isole diverse, sarei stato l’unico a sopravvivere, ne sono certo.</p>
<p class="MsoNormal">A chi tra i partecipanti del reality rifiuteresti un invito a cena?</p>
<p class="MsoNormal">In primis all’onorevole Wladimir Luxuria, poi a Carlo Capponi. Si sono dimostrati falsi e opportunisti, spuntando fuori al momento giusto.</p>
<p class="MsoNormal">Che farai ora a tempo pieno? Ti chiamiamo sportivo o “ex-naufrago”?</p>
<p class="MsoNormal">E’ una domanda strana, la più difficile che tu potessi farmi ora. Non si può mai sapere cosa ti riserva la vita, e di certo non posso dichiarare di essere entrato ed uscito da un’esperienza senza conseguenze. Io mi sento un nuotatore e uno sportivo, ma non ha senso precludermi un’altra possibilità per la mia vita, quella dello spettacolo. Diciamo che vorrei restare con un piede di qua e uno di là.</p>
<p class="MsoNormal">Preferiresti una medaglia ad un Olimpiade o un futuro da celebrità televisiva?</p>
<p class="MsoNormal">Una medaglia all’Olimpiade per me vale molto di più. Ma ammetto che il nuoto mi ha deluso sotto certi punti di vista, ho trascorso un anno difficile, ho patito diversi problemi fisici e mi sono ritrovato abbandonato in una stagione importante come quella dei giochi olimpici.</p>
<p class="MsoNormal">Hai 25 anni, stai vivendo un gran momento della tua vita. Ti manca qualcosa?</p>
<p class="MsoNormal">Non mi manca niente, lo ammetto. Anzi, a dir la verità sto cercando casa a Milano…</p>
<p class="MsoNormal">Torniamo a parlare di calendari. Ma quando non eri una celebrità, quale ti sei comprato?</p>
<p class="MsoNormal">Ricordo di aver preso quello di Anna Falchi…</p>
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		<title>Plymouth &#8211; Banjul terminato con successo, Beppe ce l&#8217;ha fatta!</title>
		<link>http://albertomassignan.wordpress.com/2009/02/26/plymouth-banjul-terminato-con-successo-beppe-ce-lha-fatta/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 09:34:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto.massignan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Giornale di Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Montecchio Maggiore]]></category>

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		<description><![CDATA[Di Alberto Massignan

1.100 euro per la vendita di un’Opel Kadett dell’89. E’ finalmente arrivata la simbolica coronazione dell’impresa compiuta  da Giuseppe Criaco, montecchiano di 23 anni e primo italiano a partecipare, con successo, al Plymouth-Banjul challenge, la Parigi-Dakar alternativa. “Ci sono stati momenti in cui ho pensato di non poter più andare avanti e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertomassignan.wordpress.com&blog=2250351&post=153&subd=albertomassignan&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Di Alberto Massignan</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-169" title="n718026042_2415388_7165" src="http://albertomassignan.files.wordpress.com/2009/02/n718026042_2415388_7165.jpg?w=604&#038;h=453" alt="n718026042_2415388_7165" width="604" height="453" /></p>
<p>1.100 euro per la vendita di un’Opel Kadett dell’89. E’ finalmente arrivata la simbolica coronazione dell’impresa compiuta  da Giuseppe Criaco, montecchiano di 23 anni e primo italiano a partecipare, con successo, al Plymouth-Banjul challenge, la Parigi-Dakar alternativa. “Ci sono stati momenti in cui ho pensato di non poter più andare avanti e di essere costretto ad abbandonare la corsa”. Racconta Giuseppe “Ma non ho mollato. Essere arrivato in fondo ad una competizione così dura è motivo di grande orgoglio, però sono davvero felice solo ora che la macchina ha trovato un nuovo padrone e quella cifra potrà essere evoluta in beneficienza”.Dopo 21 giorni di rally, attraversando Marocco, Sahara Occidentale, Mauritania e Senegal, il Jamu Wachu Team di Beppe &#8211; composto anche dagli spagnoli Fran Rosa Calero e Didac González Sánchez &#8211; ce l’ha fatta. I tre sono riusciti a condurre il loro macinino da 200 euro dal confine spagnolo fino in Gambia, lasciandosi alle spalle il deserto e i mille imprevisti trovati sui 5.800 chilometri percorsi tra dune e sole cocente: le strade impraticabili, la sabbia bagnata che voleva inghiottire la loro vettura, gli “avvelenatori” di auto pronti a rubare il loro mezzo, gli 800 chilometri macinati in più del previsto per colpa del difficile orientamento. Gli ultimi sei giorni di viaggio l’alternatore del Kadett non caricava più la batteria, costringendo i tre a scambiarla più volte al giorno con quella di altri veicoli impegnati nella corsa. A più di una settimana dal loro trionfale arrivo a Banjul, la capitale del Gambia, la loro auto è stata battuta al migliore offerente . “La nostra Opel era rimasta invenduta durante l’asta generale, quando tra le altre auto arrivate a destinazione, non ha voluto saperne di accendersi. Dopo una piccola riparazione è giunta la notizia della vendita, e ora possiamo dirlo, la nostra impresa è veramente completa”.</p>
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	</item>
		<item>
		<title>Intervista a Claudio Pasqualin, il re dei procuratori italiani</title>
		<link>http://albertomassignan.wordpress.com/2008/12/17/intervista-a-claudio-pasqualin-il-re-dei-procuratori-italiani/</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 10:20:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto.massignan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[Corriere Vicentino]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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Di Alberto Massignan 
Toldo, Helveg, Montero,Vierchowod, Tassotti, Gattuso, Berti, Giovinco, Del Piero, Vialli, Bierhoff. Azzardare una formazione scegliendo tra i suoi tanti assistiti, vecchi e nuovi, non è certo facile. Laureato in Giurisprudenza, opinionista sportivo, appassionato di musica e di vini, Claudio Pasqualin è il re dei procuratori italiani. 


Ci parla del contratto del millennio? [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertomassignan.wordpress.com&blog=2250351&post=148&subd=albertomassignan&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><!--[if gte mso 9]&gt;  Normal 0   14   false false false  IT X-NONE X-NONE              MicrosoftInternetExplorer4              &lt;![endif]--><!--[if gte mso 9]&gt;                                                                                                                                            &lt;![endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:10pt;line-height:115%;">
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:10pt;line-height:115%;"><span>Di Alberto Massignan </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:10pt;line-height:115%;"><span>Toldo, Helveg, Montero,Vierchowod, Tassotti, Gattuso, Berti, Giovinco, Del Piero, Vialli, Bierhoff. Azzardare una formazione scegliendo tra i suoi tanti assistiti, vecchi e nuovi, non è certo facile. Laureato in Giurisprudenza, opinionista sportivo, appassionato di musica e di vini, Claudio Pasqualin è il re dei procuratori italiani.</span><span style="font-size:11pt;line-height:115%;font-family:&quot;color:black;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:10pt;line-height:115%;"><span style="font-size:11pt;line-height:115%;font-family:&quot;color:black;"><br />
</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Ci parla del contratto del millennio?</span></strong><span> Nel 1999 feci rinnovare ad Alex il contratto con la Juventus. Dieci miliardi di lire per cinque anni. Alla vecchia Signora l’affare costò 100 miliardi. Pensi che Moggi mi aveva proposto un ingaggio che partiva dai 400 milioni inizialmente fino a un miliardo e 200 milioni il quinto.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Mourinho ha affermato di non essere il più bravo allenatore del mondo, sebbene non ce ne siano migliori di lui. C’è qualcuno più bravo di lei nel fare il procuratore?</span></strong><span> Quello di Mourinho. Si chiama Jorge Mendez e gestisce tutti i portoghesi famosi.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span><span id="more-148"></span><br />
</span></p>
<p class="MsoNormal"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Reputa il calcio italiano cambiato rispetto all’epoca Moggi?</span></strong><span> Non è cambiato quasi niente.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>E dall’epoca Moggi a dieci anni prima?</span></strong><span> No le regole sono le stesse, è un mondo chiuso e antiquato.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Quanto costa un chilo di pane e un litro di latte?</span></strong><span> 3 euro e 1 euro e 30 (Ma si fa aiutare da Francesco, il suo fisioterapista)</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Vediamo quanto conosce i suoi assistiti? Che numero di scarpe porta Del Piero?</span></strong><span> Non lo so.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>A che compagnia di shampoo faceva da testimonial Oliver Bierhoff?</span></strong><span> Questo lo ricordo, L’oreal.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>La sua squadra del cuore?</span></strong><span> Udinese</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Ma davvero certi giocatori non possono giocare in certe squadre per via degli sponsor tecnici contrastanti? </span></strong><span>Può succedere, ma solo per uno o due giocatori al top</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Ronaldinho al Milan è stato un investimento comunque vada?</span></strong><span> No, perché aggiunge un equivoco tattico ad una squadra che ne ha già troppi.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Il più grande flop del calcio italiano?</span></strong><span> Luis Silvio, all’Empoli negli anni ‘60. Non aveva mai giocato a calcio, credo fosse un cameriere.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Se una squadra vuole un giocatore, in che percentuale contano i soldi? E la volontà del giocatore? E del procuratore?</span></strong><span> E’ il calciatore che firma, perciò sceglie lui. Certo, ho visto che i soldi hanno cambiato molte volontà.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>A chi non farebbe mai da procuratore?</span></strong><span> A un giocatore scarso</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Se quello di Alex è stato il contratto del millennio, quello di Lentini cos’è stato?</span></strong><span> Quello del secolo (ride, ndr).</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Cosa sta leggendo?</span></strong><span> “La fiamma rossa” di Gianni Mura.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Il suo piatto preferito?</span></strong><span> Il baccalà alla vicentina, chiaro.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Quante volte le hanno chiesto di parlare del caso Gea?</span></strong><span> Al tempo del tracollo dichiarai che mi sarei auto multato di 50euro ogni volta che avessi nominato la GEA. </span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Quanto conta l’immagine al giorno d’oggi nel calcio?</span></strong><span> Tantissimo, è la società dell’apparire più che dell’essere.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Perché la parola procuratore ha una connotazione negativa?</span></strong><span> La categoria purtroppo si è più volte si è dimostrata degna di questa fama.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Secondo lei servirebbe una scuola per procuratori?</span></strong><span> Diciamo che dovrebbero esserci norme più severe per l’accesso alla professione, come una laurea giuridica.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Qual’era il suo calciatore preferito da piccolo?</span></strong><span> Rivera.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Ed ora?</span></strong><span> Giovinco.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>E’ più facile fare il suo mestiere all’estero o in Italia?</span></strong><span> Qui da noi. </span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Cosa va di moda ora nel calcio?</span></strong><span> Locali tipo l’ Hollywood, le veline, la vacuità, la frivolezza.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Che cosa conta davvero per lei nella vita?</span></strong><span> La serenità.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Ci saranno sempre più giocatori disoccupati?</span></strong><span> No non è detto, il mondo del calcio riprenderà a tirare.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Che cosa consiglierebbe ad un ragazzino dotato di talento che ottiene le prime richieste da club professionistici?</span></strong><span> Di provarci, senza trascurare altre ipotesi per la propria vita.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Cosa farebbe se non fosse avvocato?</span></strong><span> Il cantante</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Le sue vacanze preferite? </span></strong><span> In ottobre, sotto una vigna, con tutti i colori e i profumi dell’autunno.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>La parte più difficile della sua giornata?</span></strong><span> La sera, non ci si può mai staccare dal cellulare fino ad ore assurde.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Che cosa fa di eccentrico</span></strong><span>?  Mi piace curare hobby come quello del vino. E trasportarlo dentro il calcio, tanto che ho curato per Sky  il programma Calcio di-vino. </span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Quanto ci mette lei per guadagnare quello che guadagna del Piero in un anno?</span></strong><span> Diciamo che ci metto di più.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Ilaria D’Amico o la Bellucci?</span></strong><span> La Bellucci.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Che cosa cambierebbe nel mondo del pallone?</span></strong><span> L’intelligenza delle persone e la cultura.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Che cosa invece è perfetto?</span></strong><span> Il business.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Un operaio quanto guadagna su una scala da 1 a 10?</span></strong><span> 3</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Il nome di un buon giornalista?</span></strong><span> Gianni Mura, Paolo Condò, Toni Damascelli </span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Il nome di battesimo di uno meno buono? </span></strong><span>Bruno ma non è Pizzul, mio maestro e compagno nell’apprezzare le buone bottiglie. </span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Lei che sa tutto, è vero che Gaucci ha regalato un cavallo ad un arbitro? </span></strong><span>Risulta così.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Quanto deve prendere una persona al mese per non essere povera?</span></strong><span> Mille euro.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Quante partite guarda all’anno?</span></strong><span> Pochissime</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Quante volte va allo stadio?</span></strong><span> Quando gioca il Vicenza sempre.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Quante volte ha riso di fronte ad un’offerta di una squadra?</span></strong><span> Spesso, ma ho il riso facile.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>E a quella di un calciatore?</span></strong><span> Mai perché di solito le porto avanti io.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Perchè Pippo Inzaghi non si sposa? Troppe offerte? </span></strong><span>Penso di si.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Del Piero può veramente vestire una maglia diversa da quella della Signora? </span></strong><span>Perché no?</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Le offerte più strane mai arrivate?</span></strong><span> Avevano chiesto ad un mio calciatore egiziano di andare in Cecenia. Non c’è andato.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Cos’ha pensato quando i nuovi faraoni hanno acquistato il Manchester City e il giorno dopo si sono presi Robinho a una cifra folle?</span></strong><span> Ho sperato venissero anche da noi.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Il suo ciclista preferito?</span></strong><span> Filippo Pozzato, perché ha un talento evidente.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>E’ un ciclismo più malato del calcio?</span></strong><span> Sono due malattie diverse.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Farebbe da sponsor ad una squadra di ciclisti?</span></strong><span> No, attualmente è troppo rischioso.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Non potrebbe trovare un contratto al “Grillo” Bettini?</span></strong><span> Si, potrei.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Perché Giovinco non gioca spesso?</span></strong><span> Perché in Italia c’è un pregiudizio nei confronti dei giovani.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Scambierebbe il suo successo da procuratore con una carriera da calciatore vincente?</span></strong><span> No</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Quali sono i rischi del suo mestiere?</span></strong><span> Rischi di immagine. E’ l’occasione che fa l’uomo ladro, e noi procuratori ne abbiamo molte.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Perché in Italia nessuno pratica più Tennis o Pugilato? </span></strong><span>Mancano i campioni che fanno da traino ai giovanissimi.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Quanto ne capisce di calcio?</span></strong><span> Tantissimo.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Allenerebbe una squadra?</span></strong><span> Si e l’ho già fatto, il Real Povoletto.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Ha un contratto con Sky sulla tv di casa? </span></strong><span>Si.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Cosa fa quando gioca la Uefa, la guarda? </span></strong><span>Si perché c’è il Milan, una squadra che mi intriga.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>E’ vero che le squadre, soprattutto quelle di Seconda Divisione e Interregionale, sono in balia dei procuratori?</span></strong><span> Sento dire di si, anche se utilizzerei la dicitura “sedicenti procuratori”.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Che ne pensa dello stadi senza barriere?</span></strong><span> Sono applicabili.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Esistono arsenali e droga all’interno degli stadi Italiani? </span></strong><span>Si.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Ha una medicina per il tifo violento? </span></strong><span>Si, la massima severità, rigore, inflessibilità.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>La sua canzone preferita?</span></strong><span> Una carezza in un pugno di Celentano. L’ho pure registrata con Paolo Rossi e Pozzato in un cd benefico venduto a Natale.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Baresi o Scirea?</span></strong><span> Scirea</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Mourinho o Ancellotti?</span></strong><span> Mourinho</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Baggio o Del Piero? </span></strong><span>Del Piero.</span></p>
<p class="MsoNormal">
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